Elisa di Leonardo Di Costanzo: Venezia 82

di Giulia Pugliese

 “Io so chi sei

Elisa ha delle attinenze con il film precedente del regista, Ariaferma: è un dramma carcerario e ci sono due personaggi, forse agli antipodi. Tuttavia, quello che Leonardo Di Costanzo cerca di fare nei suoi film è scardinare le nostre certezze: il carcere del film, che si trova in Svizzera, è molto diverso dalla nostra idea di una prigione. In mezzo ai boschi, le detenute si muovono liberamente e svolgono diverse attività, anche professionali.
Elisa, interpretata dalla brava Barbara Ronchi, un volto sempre più presente della nostra cinematografia, si è macchiata di un orribile omicidio, a sangue freddo e apparentemente per futili motivi. Tutte le sue compagne di carcere e i secondini della struttura non riescono ad associare l’immagine della timida, gentile, lettrice e lavoratrice Elisa a quella della killer. Lei però non si ricorda quello che ha fatto, ma allo stesso tempo sente di portare questa colpa.
Con grande sorpresa di tutti, decide di intraprendere un percorso di psicoanalisi con il professor Alaoui, che sta facendo uno studio sulle dinamiche che portano le persone a uccidere. L’inizio teso porterà poi a nuove e inaspettate consapevolezze, sia per Elisa che per il criminologo.

Il film ha un grande respiro internazionale, anche grazie alla presenza di Roschdy Zem, ed è recitato per lo più in francese. Il regista gioca con gli spazi: un carcere che non sembra un carcere, uno spazio dove si fa psicoanalisi che invece sembra una prigione. L’idea centrale del film è che ciò che davvero ci rende prigionieri siamo noi stessi e il modo in cui cresciamo. L’opera investiga profondamente il contesto familiare di Elisa, non in termini psicoanalitici, ma sistemici. Anche qui, il regista inganna lo spettatore: il film appare come un’opera che vuole parlare di psicoanalisi, ma in realtà non entra troppo in queste dinamiche perché il grande tema è l’indagine sui colpevoli.
La domanda centrale non è tanto se Elisa ha commesso l’omicidio, né come, né perché, ma un quesito più intimo che riguarda la natura umana, intrecciata con la crescita e il perbenismo. In questo senso, un film che poteva sembrare tranquillamente francese diventa italiano: non sono le pressioni sociali, le cattiverie della madre e quella mentalità da “cosa penserà la gente” che portano Elisa a essere un’omicida, ma qualcosa di molto più profondo. Tuttavia, questo aspetto intriso di perbenismo e giudizio dà verità a una storia di provincia, come tante.

Leonardo Di Costanzo gioca con lo spettatore anche nella contrapposizione. Si pensa che questa sia con il criminologo: inizialmente Elisa ha delle difficoltà e sospende anche la terapia. Tuttavia, quest’analisi sui colpevoli risulterebbe manchevole se non ci fosse anche la storia di una vittima, che ha peso e dignità quanto quella del colpevole. Ha il volto di Valeria Golino, portatrice anche lei di una storia come tante, ma non per questo meno dolorosa. Il professor Alaoui si trova diviso e conteso tra questi due aspetti, che sono imprescindibili per la sua analisi. Lui stesso, che sembra così pieno di sicurezze, vacilla spesso e non è pronto a rispondere alla domanda che Elisa gli pone.
Elisa è un film denso e forse anche manchevole di azione, magari di storie secondarie che ci avrebbero avvicinato al personaggio. Questo lo fa percepire più lento di quanto sia. Lo spettatore rimane sempre esterno alla vicenda: sembra un caso studio. C’è troppa freddezza per temi così caldi, che però, se trattati diversamente, rischierebbero di diventare solo circo mediatico. È un cinema da Anatomia di una caduta: Elisa però non ricerca una verità processuale, ma sull’animo umano, impossibile da trovare in un’ora e 45 minuti.

Informazioni su Giulia Pugliese 67 Articoli
Giulia Pugliese Scrittrice Educazione 2011 - Master in EUC Group & CEERNT European Project 2006/2010 - Laurea triennale in Cooperazione allo sviluppo Esperienze lavorative 2024 - Scrittrice di critica cinematografica per il blog online Odeon 2023 - Scrittrice di critica cinematografica per il blog online I-Films 2022/2023 - Scrittrice di critica cinematografica per il blog online Long Take Premiazioni Vincitrice del concorso di scrittura per la critica cinematografica over 30 indetto da Long Take Film Festival quinta edizione - 2023

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