Pillion – Amore senza freni di Harry Lighton

di Giulia Pugliese

Posso seguirti come un cane fino alla fine del mondo” Heathcliff a Catherine, Cime tempestose

Quanto ci definiscono i nostri kinks (desideri sessuali)? Cosa ne pensereste se il vostro partner non vi facesse dormire a letto, ma sul pavimento? Se foste sempre voi a fare la spesa, cucinare e pulire?
Nel comune pensare si direbbe che questa persona è stronza, crudele o si sta approfittando di voi.
Il protagonista di Pillion è Colin, interpretato dal sempre più convincente Harry Melling, timido, introverso, omosessuale dichiarato, ma con poca esperienza nei rapporti, tanto che è la madre che gli rimedia appuntamenti, che vanno sempre male. Finché un giorno arriva Ray, che ha il volto e soprattutto il corpo da statua greca di Alexander Skarsgård, motociclista, sexy, sicuro di sé, consapevole di quello che gli piace, misterioso e che basta a se stesso.
Al loro primo appuntamento Colin arriva con il suo bassotto, Ray porta invece il suo rottweiler; quando, dopo diverse situazioni imbarazzanti, Colin si scusa dicendo “non ho molta esperienza, ma potrei farla con te?”, Ray non si scompone e dice di essere troppo impegnato.
Da lì, per Colin sarà tutta una corsa in motocicletta, metafora che viene usata per tutto il film: una corsa spesso al limite, veloce, troppo veloce per Colin, ma che lo porterà a una destinazione che gli permetterà di conoscere se stesso e di innamorarsi.

Il cinema e i registi hanno sempre più voglia di addentrarsi nelle dinamiche BDSM: se nei primi film le sottomesse erano donne che spesso avevano subito traumi sessuali, come La pianista di Michael Haneke, dove Isabelle Huppert aveva un rapporto incestuoso con la madre, o il rapporto vittima/carnefice de Il portiere di notte di Liliana Cavani, negli ultimi anni c’è una gran voglia di normalizzare queste dinamiche, in nome del “tra adulti consenzienti si può fare tutto”, e di raccontarle come desideri: dalla superficiale e pruriginosa saga di 50 sfumature di grigio di Sam Taylor-Johnson, alla rom-com di emarginati Secretary di Steven Shainberg, alla ricerca psicologica delle motivazioni che spingono a queste relazioni con A Dangerous Method di David Cronenberg, al desiderio sessuale dell’iperborghese Nicole Kidman in Babygirl di Halina Reijn, fino agli stretti corsetti e agli ansimi di Margot Robbie in Cime tempestose di Emerald Fennell. Le dinamiche BDSM sono intorno a noi, ci ammiccano, diventano sempre più pop e sembrano normali.
Ma in Pillion non c’è nulla di rosa, patinato e confezionato esteticamente perché venga digerito da un pubblico borghese: tutto è crudo, totalizzante e brutale, come il libro su cui si basa, Box Hill di Adam Mars-Jones. L’opera prima di Harry Lighton è un film audace, fuori dai canoni e assolutamente positivo nel guardare questo gruppo di depravati, che hanno il coraggio di essere se stessi.
Il desiderio è codificato, i kinks sono vissuti per tutto il tempo, a tratti anche ossessivamente, e ne sembra quasi più vittima Ray che Colin. In quella che è comunque una storia di coming of age che passa per la sessualità, ma anche per il conoscere se stessi, per uscirne più forti e più sicuri.

Pillion ci insegna che è bello conoscersi, anche attraverso esperienze estreme, trovando gruppi, sperimentando e creando legami di fiducia, ma è anche importante capire i propri limiti e rispettarli. Una maggiore ironia non avrebbe guastato, rimane un’ottima prova attoriale, una grande chimica tra Harry Melling e Alexander Skarsgård, un protagonista a cui ti affezioni, che vorresti abbracciare, una riflessione profonda e non banale sui rapporti.
Quanto siamo disposti a dare per amore e per desiderio?

Informazioni su Giulia Pugliese 70 Articoli
Giulia Pugliese Scrittrice Educazione 2011 - Master in EUC Group & CEERNT European Project 2006/2010 - Laurea triennale in Cooperazione allo sviluppo Esperienze lavorative 2024 - Scrittrice di critica cinematografica per il blog online Odeon 2023 - Scrittrice di critica cinematografica per il blog online I-Films 2022/2023 - Scrittrice di critica cinematografica per il blog online Long Take Premiazioni Vincitrice del concorso di scrittura per la critica cinematografica over 30 indetto da Long Take Film Festival quinta edizione - 2023

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