La Grazia di Paolo Sorrentino

di Martina Cossia Castiglioni

Le Frecce Tricolori solcano il cielo azzurro, mentre scorrono passaggi dell’articolo 87 della Costituzione, che definisce il ruolo e le prerogative del Presidente della Repubblica. Mariano De Santis è giunto al termine del suo mandato. È un grande giurista e un buon cattolico (sebbene negli ultimi tempi, quando prega, si assopisca). La morte della moglie amatissima l’ha segnato profondamente, insieme ad un tradimento di quarant’anni prima, che continua a ossessionarlo. Il Presidente ha ancora alcune importanti decisioni da prendere prima di lasciare la sua carica: se accogliere due richieste di grazia e soprattutto se firmare una proposta di legge sull’eutanasia. Proposta sulla quale la figlia Dorotea (eccellente giurista come il padre) sta lavorando da mesi con un’équipe di colleghi, perché Mariano De Santis non ne è mai soddisfatto e ha sempre bisogno di altro tempo per riflettere.

A diversi anni di distanza dal Divo e da Loro, con La Grazia Paolo Sorrentino torna ad affrontare il tema del potere, ma in maniera più sobria, più riflessiva. Oltre alla consueta eleganza formale, ai dialoghi incisivi e mai banali, c’è una grande attenzione, nelle inquadrature, alla simmetria e alla prospettiva: nei lunghi corridoi sui quali si affacciano le stanze del Quirinale, nei filari degli alberi del paesaggio che ha visto nascere l’amore tra De Santis e la moglie, negli scorci delle vie di Roma. Quasi che al rigore morale del Presidente (che al Colle viene chiamato Cemento armato) corrispondessero le inflessibili regole della geometria. Non mancano l’ironia e i momenti divertenti, specie nei dialoghi tra De Santis e l’amica Coco (critica d’arte che vorrebbe «bruciare i musei») o come quando il presidente si mette a cantare un brano del rapper Gué. E c’è anche la bellissima ambasciatrice della Lituania, anche lei al termine del suo incarico, che gli propone di farle da guida a Roma una volta che saranno tornati entrambi dei semplici cittadini…

Meritatissima la Coppa Volpi a Toni Servillo per la miglior interpretazione maschile. Brave anche Anna Ferzetti nel ruolo di Dorotea e Milvia Marigliano in quello di Coco Valori. La pellicola è stata girata principalmente a Torino e dintorni, e proprio nella capitale sabauda, a Palazzo Chiablese, fino al 10 aprile è possibile visitare la mostra «La Grazia. Immagini e location della Torino di Paolo Sorrentino»: 30 immagini realizzate dal fotografo di scena Andrea Pirrello, durante le riprese del film.

Informazioni su Martina Cossia Castiglioni 53 Articoli
MARTINA COSSIA CASTIGLIONI (1964) si è laureata in Lingue alla Statale di Milano. Dal 2001 al 2009 ha tenuto un rubrica dedicata ai libri per Milano Finanza e dal 2011 al 2016 è stata responsabile editoriale per Uroboros Edizioni. Appassionata di cinema, frequenta  i corsi di Longtake e ha iniziato da poco a scrivere di cinema in rete.

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