È l’ultima battuta? di Bradley Cooper

di Giulia Pugliese

Mi sa che sto divorziando, il principale indizio è che vivo in un appartamento da solo, mentre mia moglie e i miei figli vivono in casa mia

C’è una correlazione tra psicoterapia e stand-up comedy, specie se sei un uomo di 50 anni che fa fatica ad esprimere i suoi sentimenti, infelice, probabilmente ancora innamorato di quella che sta per diventare la tua ex moglie, ma non hai abbastanza palle per lottare e in parte pensi di meritare di stare da solo. Questa è la situazione psicologica di Alex, protagonista di È l’ultima battuta?, un film che indaga anche la vulnerabilità del maschio e la fine della mascolinità.

La grande costante dei film di Bradley Cooper è la crisi di coppia: in A Star Is Born parla di un rapporto di coppia tossico e nocivo tra una giovane cantante brillante che potrebbe avere tutta la fama e successo, ma decide di tarpasi le ali per fare la babysitter al marito rockstar alcolizzata; in Maestro parla del rapporto complicato, ma più sano, tra il grande compositore e direttore d’orchestra Leonard Bernstein e la moglie, Felicia Montealegre. Una storia d’amore in tutti i sensi, ma offuscata dall’omosessualità di Bernstein.
Le analisi di coppia dei due film precedenti erano morbose, eccessive e sempre rivolte a un sacrificio femminile, mentre in È l’ultima battuta? si prediligono toni leggeri e una situazione di quotidianità, ed è un pregio del film, perché tutti possiamo riconoscerci in Alex e Tess, interpretati rispettivamente da Will Arnett e Laura Dern, che regalano ottime performance e genuinità. Bradley Cooper non si limita solo a mettere in scena una coppia in crisi, ma anche tutto quello che gira intorno alla coppia è in difficoltà: dall’amico attore, interpretato dallo stesso Cooper, che non riesce a sfondare, a sua moglie, la cantante Andra Day, che critica tutti e si impiccia dei fatti degli altri, fino ai genitori di Alex, che vorrebbero essere di supporto ma non ci riescono. È il mondo dei rapporti a essere in crisi, perché non si riesce a stare in situazioni spiacevoli: si è alla ricerca di una felicità che la coppia di per sé non può dare, ma neanche la distruzione di questa è la soluzione.

Come uscire da questa crisi così profonda? L’ancora a cui si aggrappa Alex è la stand-up comedy, che diventa il luogo dove uscire dalla sua comfort zone, ma anche un ambiente sicuro dove ritrovarsi apprezzato, dove esprimersi e scrivere battute per poter ridere della sua situazione. È un luogo comune, ma è vero: quando si riesce a ridere di qualcosa che ti fa stare tanto male, riesci anche a vedere meno nero e a reagire.
In questi bar bui, open mic e serate di stand-up comedy, incontra persone che ogni sera si mettono in gioco, si espongono con il sorriso e la battuta pronta: come impara a trasportare quello che avviene sul palco, nella vita?

È l’ultima battuta? è una rom-com con personaggi maturi che devono affrontare cambiamenti, routine e riprendersi i loro spazi fuori dalla coppia e dalla quotidianità, così soffocante. È anche una bellissima lettera d’amore alla stand-up comedy, ai suoi protagonisti sgangherati e alla capacità di riuscire a parlare di temi complicati, densi e scivolosi strappando una risata. In un mondo dove è difficile andare in profondità, la stand-up comedy, con la sua scrittura caustica e senza peli sulla lingua, può riuscire a trattare temi politici ma anche intimi, come la crisi di coppia, e a far prendere coscienza al protagonista del film.

Il film ci sembra familiare e realistico perché effettivamente ricalca la storia vera di John Bishop, un ex responsabile marketing farmaceutico diventato poi comico dopo la sua crisi matrimoniale, che appare anche nel film. La forza di È l’ultima battuta? sta nella scrittura di Bradley Cooper e di Will Arnett, già autore dell’incredibile serie BoJack Horseman e comico. La collisione del mondo fatto di crisi matrimoniali e musica di Bradley Cooper e il cinismo comico di Will Arnett ha fatto sì che questi due poli si alimentassero per dare vita a un film divertente, profondo, con toni comici ma anche commoventi, e dove i personaggi sono sempre in movimento, ma è proprio quando si fermano e si confrontano che riescono a capire in che direzione andare.
Come nei precedenti film di Bradley Cooper, anche qui la musica è importante ed emerge con Under Pressure, che era già stata utilizzata in Aftersun di Charlotte Wells come monito per raccontare la depressione di un giovane padre; in È l’ultima battuta? arriva invece in un momento liberatorio, dove si può intonare a squarciagola: “Can’t we give ourselves one more chance? Why can’t we give love that one more chance?

È l’ultima battuta? Mescola intimità e momenti corali, mostrando una famiglia in senso allargato in crisi, senza però cadere nei soliti cliché e parlandoci di ambienti underground, di rinascite e di mettersi alla prova, dando vita a un affresco di personaggi colorato e vivace.

Informazioni su Giulia Pugliese 75 Articoli
Giulia Pugliese Scrittrice Educazione 2011 - Master in EUC Group & CEERNT European Project 2006/2010 - Laurea triennale in Cooperazione allo sviluppo Esperienze lavorative 2024 - Scrittrice di critica cinematografica per il blog online Odeon 2023 - Scrittrice di critica cinematografica per il blog online I-Films 2022/2023 - Scrittrice di critica cinematografica per il blog online Long Take Premiazioni Vincitrice del concorso di scrittura per la critica cinematografica over 30 indetto da Long Take Film Festival quinta edizione - 2023

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