Tabù. Egon Schiele, di Michele Mally

di Martina Cossia Castiglioni

Alla vita – brevissima, poiché l’artista morì a soli 28 anni – e all’opera, al contrario molto ricca, del pittore e incisore austriaco Egon Schiele, è dedicato Tabù. Egon Schiele, presente nelle sale italiane per tre giorni, dal 20 al 22 aprile. Prodotto da 3D e da Nexo Studio, il documentario è diretto da Michele Mally, che firma la sceneggiatura con Arianna Marelli. La colonna sonora è stata composta e interpretata dalla violinista Laura Masotto, che prima di iniziare a comporre la musica è andata a Vienna per rivedere le opere dell’artista da vicino. Nel 2018 Mally aveva già dedicato a Schiele e a Gustav Klimt (che aveva preso il giovane pittore sotto la sua ala protettrice) il film Eros e Psiche.

In questo nuovo lavoro del regista, la giovane attrice Erika Carletto fa da voce narrante, guidando lo spettatore nella vita dell’artista attraverso fotografie, immagini di repertorio, lettura di testi. Si parte da Krumau, oggi in Repubblica Ceca, la cittadina d’origine della madre di Schiele (qui il pittore abitò per un certo periodo con la sua amata compagna e modella Wally Neuzil) passando per la Vienna dell’epoca, al confine tra due secoli, ricca di fermenti culturali e artistici. Parallelamente alcuni esperti e studiosi raccontano Egon Schiele da un punto di vista estetico, psicologico e storico: figure come Jane Kallir, curatrice del catalogo completo delle opere (un corpus di oltre tremila lavori tra dipinti, disegni e acquarelli), Kerstin Jesse del Leopold Museum di Vienna (che conserva la maggior parte dell’opera di Schiele), la psicanalista Micaela Riboldi, lo storico dell’arte Elio Grazioli e molti altri.

Ma soprattutto lo spettatore ha l’occasione di vedere nei particolari molti dei lavori dell’artista. Al centro della sua poetica è quasi sempre il corpo, ma un corpo spesso tormentato e contorto, dipinto con tratti spigolosi e nodosi, e intorno al quale ruotano le ossessioni e i temi cari all’artista, come la morte e la sensualità. Il documentario affronta anche un momento oscuro della vita di Schiele, l’accusa di divulgazione di materiale pornografico (nata dal fatto che per lui posassero spesso ragazzini e ragazzine molto giovani) che nel 1912 lo costrinse a tre settimane di carcere, dove continuò a dipingere. Nel 1915 Schiele sposa Edith Harms che diventa la sua nuova modella. I due muoiono nel 1918, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altra, a causa dell’influenza spagnola.

Informazioni su Martina Cossia Castiglioni 58 Articoli
MARTINA COSSIA CASTIGLIONI (1964) si è laureata in Lingue alla Statale di Milano. Dal 2001 al 2009 ha tenuto un rubrica dedicata ai libri per Milano Finanza e dal 2011 al 2016 è stata responsabile editoriale per Uroboros Edizioni. Appassionata di cinema, frequenta  i corsi di Longtake e ha iniziato da poco a scrivere di cinema in rete.

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