Il caso 137 di Dominik Moll

di Giulia Pugliese

Perché tutti odiano la polizia?”

Ne L’Odio, film capostipite delle opere sulle banlieue e lungometraggio profetico di quella che è diventata la società francese, un giovane Vincent Cassel nei panni di Vinz, emigrato di seconda generazione dall’Est Europa, dice: “Siamo protetti dagli sbirri, ma da loro a noi chi ci protegge?”.
Il film di Dominik Moll è un j’accuse alla leggerezza con cui sono poco considerati i crimini perpetrati dalla polizia, da parte dei giudici e degli altri poliziotti, specie in condizioni di tensione sociale e, come viene detto nel film, per difendere la Repubblica da un improbabile sovvertimento.
Per farlo bisogna tornare al 2018, l’anno delle forti proteste dei gilet gialli, le manifestazioni che hanno coinvolto numerosissime persone contro l’aumento del costo della vita e del carburante, a discapito per lo più delle zone rurali e periferiche, spesso abitate da persone di ceto sociale medio-basso. Queste proteste sono spesso sfociate nella violenza da parte dei manifestanti e della polizia. Come molti film dell’anno passato, Il caso 137 ci ricorda che il pericolo della polarizzazione non è un problema odierno, ma esisteva già prima dell’epidemia del Covid ed è stato un’escalation che ha riguardato anche quella stagione di proteste.

Dominik Moll, che ha all’attivo 9 lungometraggi, ma che dal film precedente, La Notte dei 12, ha cambiato rotta, mettendo in scena film pieni di domande, incertezze, casi incompleti, ingiustizia e la rappresentazione di una società francese crudele, nevrotica e violenta. Il caso 137 è in continuità con il film del 2022 nell’accusare la degradazione della società francese: in La Notte dei 12 si parla di sessismo e violenza di genere, mentre ne Il caso 137 si parla di un vero e proprio sistema di impunità nei confronti delle forze dell’ordine.
Come il film precedente, Il caso 137 parte in un certo modo, con una prima scena che mostra le difficoltà della polizia e la protagonista, la detective Stéphanie Bertrand, che quasi assolve un poliziotto, per poi portare a una dura condanna non tanto delle forze dell’ordine, ma della gestione delle manifestazioni. Infatti Dominik Moll accusa il governo francese di aver dato carta bianca a corpi speciali, che di solito non si occupano di manifestazioni e del contenimento delle stesse, ma di terrorismo, alzando la tensione e trattando tutti i manifestanti come violenti.

La detective protagonista si occupa di crimini compiuti da colleghi, per lo più e specie nel periodo che riguarda il film, crimini violenti e abusi di potere. Un lavoro doveroso, ma ingrato: come si vedrà spesso nell’opera, viene contestato dai suoi colleghi e dalle famiglie che denunciano. Ma allo stesso tempo la poliziotta sembra avere una sorta di cecità, perché pare non accorgersi di molte cose che avvengono intorno a lei, come spesso succede a chi lavora in contesti chiusi e istituzionalizzati.

Il caso 137 non è solo un film di denuncia, ma ha anche una grande messa in scena, come se fosse un documentario investigativo: infatti, oltre al girato, vediamo i documenti amatoriali che vede la protagonista. Una gran parte del film è girata con il telefono, vengono anche recuperate le foto delle manifestazioni del 2018 e i girati delle telecamere parigine. Il film lavora sulla comunicazione e sullo sguardo dell’oggi, anche se parla di passato recente, dove tutto è visto e monitorato, ma tuttavia certe verità vengono comunque taciute o interpretate come si vuole. Il film riprende anche l’ossessione moderna sulla velocità delle immagini e, con la famosa metafora dei gattini, lo svuotamento di questa. Le stesse immagini poi, attraverso la parola, sono in grado di risvegliare la nostra protagonista e di farci vedere una società in conflitto.

Il nuovo film di Dominik Moll è la tragedia di una società che è già caduta e non sembra riuscire a rialzarsi. Non è solo un film perfetto per parlare dell’isterismo dell’oggi, con gli strumenti che tutti noi usiamo, ma anche una tragedia sociale che ormai si è diffusa e che sembra che nessuno voglia bloccare.

Informazioni su Giulia Pugliese 76 Articoli
Giulia Pugliese Scrittrice Educazione 2011 - Master in EUC Group & CEERNT European Project 2006/2010 - Laurea triennale in Cooperazione allo sviluppo Esperienze lavorative 2024 - Scrittrice di critica cinematografica per il blog online Odeon 2023 - Scrittrice di critica cinematografica per il blog online I-Films 2022/2023 - Scrittrice di critica cinematografica per il blog online Long Take Premiazioni Vincitrice del concorso di scrittura per la critica cinematografica over 30 indetto da Long Take Film Festival quinta edizione - 2023

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