Minotauro di Andrej Zvjagincev. Il sacrificio umano russo per la guerra all’Ucraina

di Pino Moroni

Minotauro di Andrej Zvjagincev è un film a due facce.

La prima una banalizzazione della storia di una donna borghese russa, Galina (Iris Lebedeva) moglie di un industriale di successo, un oligarca, che ha tutto (bella famiglia, bella casa, amici e quello che vuole) ma è infelice ed infedele.

Anche la storia della scoperta del tradimento e della vendetta successiva da parte del marito è parte di un genere thriller, visto ormai tante volte, con una sceneggiatura di cui sono stati comprati i diritti dal produttore francese Nathanael Karmitz.

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Minotauro di Andrej Zvjagincev.

Il film originario era stato realizzato da uno degli autori più noti della Nouvelle Vague, Claude Chabrol, intitolato Stephane, una moglie infedele, con Stephane Audran.

Ma la stessa storia, con passaggi e dinamiche troppo simili, soprattutto nel seguito del delitto con occultamento del cadavere e soprattutto nell’impunità per interventi superiori sulle indagini di polizia (uno spaccato di come sia efficiente il partito o potenti gli oligarchi in Russia) sono stati ripresi, in pellicole di molti paesi. Soprattutto la soluzione con il ritorno della donna con il marito è stato ripetuto nel remake americano “L’amore infedele” con Richard Gere e Diane Lane.

Comunque c’è da notare che quando il capitalismo arriva anche nella Russia Europea (Krasnoborsk, dove si svolge, è un oblast di Mosca), una vita quotidiana scandita in una Dacia modernista, con vetrate per panorami a vista, cene eleganti con amici industriali, bevute ed anniversari, successo e costosi consumi senza limiti, si creano poi le premesse di incomunicabilità, freddezze, bugie e tradimenti, mentre tutto si trasforma in subdolo e codardo all’interno di una politica corrotta. Il regista Andrej Zvjagincev dopo Leviathan (2014) e Loveless (2017), nel 2023 è espatriato in Francia e l’invasione dell’Ucraina gli ha ispirato questo Minotauro, per l’apologia della guerra che sta lacerando il tessuto sociale russo, con una situazione pericolosa per la stessa popolazione. E questa è l’altra faccia del film, una critica approfondita su una situazione esistenziale e sociale che sta distruggendo anche l’economia.

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