• Sirāt: Save the Last Dance

    Sirāt: Save the Last Dance

    Sirāt è un film che incanta per la sua messa in scena e per il suo messaggio diretto. Il deserto, che è la cornice, ed è anche un personaggio del film, onnipresente e parte naturale dell’opera. Erroneamente, le persone pensano che il deserto sia un ecosistema morto, ma invece è vivo e pulsante come una foresta o un qualsiasi altro ambiente. Il deserto è il luogo in cui Gesù viene condotto da Dio per essere tentato dal Diavolo, dopo un lungo digiuno e calvario. Oliver Laxe crede che il cinema sia soprattutto immagine e si unisce a quella folta schiera di registi nati negli anni ’80 [...]
  • Béla Tarr: il regista che non credeva nelle immagini, ma nel suo cinema eterno

    Béla Tarr: il regista che non credeva nelle immagini, ma nel suo cinema eterno

    Oltre il tempo, oltre lo spazio e persino oltre il cinema. Béla Tarr, l’uomo che ha piegato tutto questo per creare la sua arte. Il suo personalissimo modo di fare cinema, così inconfondibile e unico, la sicurezza della sua visione così moderna ma, al contempo, così antica, così complessa e allo stesso tempo così primitiva, fatta di corpi, di riflessioni filosofiche ed esistenziali, di paesaggi spogli e di vuoti che prendono connotazioni dell’essere. La vita è irrimediabilmente qualcosa di penoso, l’uomo è crudele, anche [...]
  • No Other Choice di Park Chan-wook

    No Other Choice di Park Chan-wook

    Quest’anno, in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, c’erano anche alcuni remake: Bugonia, che è il rifacimento di un film coreano intitolato Save The Planet; se poi pensiamo alle numerose volte che abbiamo visto sullo schermo Frankenstein, anche Park Chan-wook ha portato il remake del film francese Cacciatore di teste di Costa-Gavras, ispirandosi però al libro The Axe di Donald Westlake. Dopo l’elegante Decision to Leave, presentato a Cannes nel 2022, un vero e proprio melodramma romantico con echi hitchcockiani, il regista coreano gira una commedia nera e ampiamente grottesca. Se c’è una cosa in cui il cinema coreano è il migliore al mondo è raccontare le disuguaglianze sociali, in una [...]
  • Brevi di critica: Vita privata, di Rebecca Zlotowski

    Brevi di critica: Vita privata, di Rebecca Zlotowski

    Lilian Steiner è una psicanalista americana che vive e lavora a Parigi. Ha un ex marito, Gabriel, e un figlio (diventato padre da poco) col quale fatica a comunicare, e anche la relazione con alcuni suoi pazienti è diventata difficile. Quando una di loro, Paula, muore, apparentemente suicida, Lilian entra in crisi. Gli occhi iniziano a lacrimarle senza ragione apparente, e questo la spinge a rivolgersi a un’ipnotista. I sensi di colpa per non aver saputo comprendere il malessere di Paula, la spingono a interrogarsi sulla possibilità che si tratti in realtà di un omicidio [...]
  • Brevi di critica: La piccola Amélie

    Brevi di critica: La piccola Amélie

    Come vede il mondo una bambina di due anni e mezzo? Prima di allora, la piccola Amélie non possiede uno sguardo: è come un tubo, che assorbe ed espelle sostanze, senza ritenere nulla. Poi qualcosa accade, e la bimba finalmente può vedere, ed emettere dei suoni. Ma è solo quando la nonna le offre il magico cioccolato bianco del Belgio che Amélie inizia a camminare, a correre, a parlare e a osservare il mondo che la circonda. La piccola vive in Giappone con i genitori (il padre è un diplomatico) e il fratello e la sorella più grandi, ma è soprattutto la governante Nishio-San ad accompagnarla nelle sue prime scoperte [...]

Intervista a Bogdan Mureşanu

Divine Comedy di Ali Asgari, 2025

Divine Comedy di Ali Asgari

Recensioni
di Giulia Pugliese “Cosa c’è di male a far ridere le persone? In un periodo come questo” Il paese dove nasci decide che tipo di artista sei; in Iran il governo decide cosa gli artisti [...]

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