Le Cenerentole (3)

di Patrizia Montani

Nel 2015 Kenneth Branagh dirige Cenerentola, prodotto dalla Walt Disney.
La storia e la realizzazione sono assolutamente classiche. Il film si avvale di attori di prima grandezza e della consulenza tecnica di Davide Ferretti,  tutto è eseguito con molta maestria, gli ambienti, la carrozza , l’abito da ballo. La scarpetta, di vero cristallo, è un gioiello realizzato su modello di calzatura di fine Ottocento ed esposto in un museo.
Rispetto alla fiaba ci sono alcune differenze, piccole solo in apparenza. Il film inizia quando la mamma di Cenerentola era ancora in vita, ci mostra lo straziante addio e l’insegnamento della madre alla sua bambina “ sii gentile ed abbi coraggio”.

Cenerentola di Kenneth Branagh, 2015

Ovviamente un simile regista e una simile attrice non avrebbero potuto evitare un approfondimento psicologico; la matrigna diventa ostile e vendicativa verso Cenerentola per gelosia ( suo marito è molto legato alla ragazza ) e poi per le difficoltà economiche dovute alla morte del marito.
Infine, molto importante, come in tutte le altre fiabe cinematografiche di questo genere, il film racconta dell’incontro del principe, sotto falso nome, prima del ballo.
I narratori moderni devono spiegare cose che la fiaba tradizionale non è tenuta a fare. Branagh ha voluto dire che i due si amano di amore vero, al primo incontro e che l’amore di Cenerentola è disinteressato ( lei crede che lui sia un cameriere al Castello).
Viene da pensare alle parole di Calvino “ l’amore incontrato prima che conosciuto”, una delle suggestioni della fiaba.
Infine la voce narrante, si scopre alla fine , è quella della madrina, che conclude “ questa è la storia di Cenerentola e del mondo come lei vorrebbe che fosse e non come esso è veramente”.
La negazione della natura fiabesca.

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