Vanity Fair di Paolo Sorrentino

a cura di Letizia Piredda

Tutto è nato dalla richiesta di un’intervista per il giornale e da un rifiuto: «Non ho niente da dire». Il regista de La Grande Bellezza racconta com’è nata la collaborazione di cui è frutto il nuovo numero di Vanity Fair, un’operazione a metà tra cinema ed editoria.
Lasciandosi guidare, come nel suo stile, da tutto ciò che lo incuriosiva e che lo appassionava, il regista Paolo Sorrentino ha preso in mano la direzione del nuovo numero di Vanity Fair e lo ha trasformato in un’operazione multimediale innovativa, a metà strada tra il cinema e l’editoria.
Il progetto del nuovo Vanity Fair si ispira a La Grande Bellezza, capolavoro del regista premiato dall’Academy Award nel 2014, riflettendo un’analoga struttura “a blocchi”.
Una Roma deserta, come non lo è mai stata prima. «La città è vuota, io l’ho vista vuota quando ho fatto La Grande Bellezza ma era estate ed era sempre di notte fra le tre e le cinque del mattino, altrimenti una città come Roma non è mai vuota», spiega il regista. «E invece ho pensato che potesse essere un’occasione unica insomma, quella di poterla fotografare vuota sempre, in qualsiasi momento della giornata».

Foto scattata da Sorrentino di fronte a una vetrina

Per consentire la realizzazione dei reportage e delle performance artistiche documentate, la città di Roma ha aperto in esclusiva alcune delle sue maggiori istituzioni culturali, tra cui la Galleria Borghese e il Teatro dell’Opera.

Innanzitutto la copertina, uno stuolo di fenicotteri rosa fotografati di notte sulla Scalinata di Trinità dei Monti a Roma da Alex Majoli con Paolo Sorrentino: una visione iconica e surreale che annuncia la «Fase 4», momento onirico ma programmatico per pensare il futuro dopo il lockdown e i primi tentativi di ripartenza. Ognuno è chiamato a immaginare la propria Fase 4. Per Sorrentino, questa fase potrebbe coincidere col ritorno di un’idea di bellezza possibile e diversa. Per il lettori che la guardano è un richiamo all’impegno e all’immaginazione: ognuno potrà inviare la propria visione del futuro usando l’hashtag #fase4 e descrivendo con una fotografia il proprio sogno per il domani.

Foto di Sorrentino: Roma deserta durante il lockdown

Arricchiranno i contenuti del numero alcuni video che documentano il lungo lavoro del regista, tutti girati nella città eterna durante il lockdown. Per questo numero speciale, la città di Roma ha aperto in esclusiva alcune delle sue maggiori istituzioni culturali per reportage e performance artistiche organizzate da Vanity Fair insieme a Paolo Sorrentino, documentate nel numero e nei video. Tra queste, la Galleria Borghese e il Teatro dell’Opera.

Al numero contribuiscono come scrittori grandi personalità dello star system internazionale che raccontano esperienze personali, suggestioni o ricordi legati alla bellezza italiana: Sharon Stone, Jennifer Lawrence, Cate Blanchett, Willem Dafoe, Christoph Waltz, Jude Law, Wes Anderson, Jane Fonda, John Malkovich, Rachel Weisz e Woody Harrelson , Kim Cattrall e Natalie Portman.

Un’intervista speciale, profondamente voluta dal regista, è quella a Paolo Conte: un dialogo tra il grande artista di Asti e Sorrentino che diventa un racconto intimo e inconsueto. leggi tutto

Paolo Conte intervistato da Sorrentino


Anche la moda italiana è protagonista: lo stilista Alessandro Michele partecipa all’operazione dialogando con Achille Lauro sul potere ruolo della bellezza nella cultura di oggi.
Per l’arte contemporanea, invece, Marina Abramović ha creato un’opera in esclusiva rispondendo a una domanda del regista.
Isabella Rossellini, infine, si aggiunge al cast stellare del numero raccontando la parabola della propria bellezza: dai ricordi dei genitori Ingrid Bergman e Roberto Rossellini al successo come icona nel mondo della bellezza e del cinema, fino al nuovo impegno come attivista, divulgatrice ed emblema di una nuova estetica inclusiva e femminista.

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