Intervista a Maria Montalto, autrice di Amata Bianca Luce

Intervista a Maria Montalto, autrice di Amata Bianca Luce

di Giulia Pugliese

Maria Montalto è regista dell’opera Amata Bianca Luce, totalmente creata con l’Intelligenza Artificiale. Maria Montalto è sceneggiatrice di film e sceneggiati televisivi tradizionali. Nell’intervista abbiamo parlato dell’opera, di come è nata, che significato ha per lei, della facilità con cui si può accedere e creare con l’Intelligenza Artificiale, ma anche dei tranelli in cui si può cadere usandola. La regista durante l’intervista ha affermato: “È il futuro del cinema”.

Mi racconta come è nata l’idea per il cortometraggio Amata Bianca Luce, che poi si basa sul libro omonimo, scritto da lei nel 2024?

Io ho scritto due romanzi tra il 2022 e il 2024, un thriller ambientato a Palermo, la mia città, e Amata Bianca Luce. Per scrivere le mie storie prendo ispirazione dai fatti di cronaca, quelli che mi impressionano di più, sono quelli che riguardano i minori scomparsi. Per Amata Bianca Luce, volevo mantenere un tono thriller, ma volevo concludere la storia con un lieto fine, mi piacciono e mi sembra giusto che a volte questo tipo di racconti finisca bene, per dare un senso di giustizia e speranza. Nel libro e nel cortometraggio nessuno è totalmente pulito, a parte la bambina e la madre, volevo parlare di personaggi complessi e che riescono a fare un percorso di redenzione.

Mi sembra che il tema centrale del cortometraggio sia il perdono? Ci può spiegare in una storia così drammatica e con tanto risentimento, come i personaggi si possano perdonare?

Sarà la bambina rapita, diventata ragazza, a volere questo perdono finale, coi due uomini protagonisti, il padre e il rapitore, che si stringono le mani. Quasi tutti i personaggi sono ambigui, ma imparano dai loro errori e fanno un percorso per migliorare, volevo raccontare questo cambiamento che avviene anche attraverso la conoscenza tra i personaggi, come il rapitore che si affeziona alla bambina.

Il cortometraggio è totalmente fatto con l’Intelligenza Artificiale, cosa l’affascina di questa nuova tecnologia? Come è stato usarla per creare il cortometraggio?

Il mio incontro con l’AI è nato perché mi permette di portare sullo schermo quello che scrivo. Io ho co-sceneggiato diverse opere analogiche come L’Innesto, tratto da un’opera di Pirandello, Un destino migliore, Oltre e Vicolo Cieco, che è l’ultimo film a cui ho partecipato, che spero esca presto nelle sale o in televisione. L’AI non è perfetta, bisogna conoscerla bene per utilizzarla, prima di Amata Bianca Luce ho fatto diverse prove e ho studiato per capire come usarla. Io uso solo strumenti gratuiti, sto attenta a non violare il copyright, perché spesso questa tecnologia attinge da immagini prese da internet e bisogna prestare attenzione a questo. Non è stato semplice fare questo cortometraggio, ma l’Intelligenza Artificiale mi ha dato la libertà di fare tutto da me e di decidere su tutto. Nella mia esperienza e per la mia opinione non bisogna demonizzare questo tipo di tecnologia, meglio utilizzarla per l’arte che in maniera stupida o dannosa, come inventando fake news. All’inizio c’è stata molta chiusura nel mondo artistico su queste opere, adesso vedo dell’apertura e vorrei che questi prodotti raggiungessero il pubblico, così da abbattere qualche pregiudizio.

Secondo lei, quali sono i punti di forza e di debolezza dell’Intelligenza Artificiale? Pensa che ci saranno sempre più prodotti cinematografici di questo tipo?

L’Intelligenza Artificiale per me è il futuro del cinema, ma spero che non sostituisca il cinema tradizionale, vorrei che si trovasse lo spazio per farle convivere e che una cosa non escluda l’altra. La sua forza è la facilità con cui tutti possono accedere e utilizzarla per raccontare e creare. Il punto di debolezza è che questa tecnologia ha fatto moltissimi passi avanti, ma le immagini risultano ancora artificiali, poi può essere usata per fini sbagliati. Mi dispiace che i prodotti che utilizzano questo tipo di tecnologia vengano considerati di serie B, sicuramente mettere i disclaimer per indicare che è stato fatto con l’Intelligenza Artificiale non aiuta, ma penso sia giusto indicarlo, perché un occhio non allenato potrebbe scambiarlo per un prodotto analogico. Penso di essere arrivata a un buon livello di creazione, ma voglio studiare di più e vedere opere fatte da altri artisti. Ultimamente vedo un’apertura verso l’Intelligenza Artificiale, i festival iniziano a selezionare opere fatte con questa tecnologia e anche molti concorsi le accettano. Nel giro di qualche anno sarà la normalità. Questa tecnologia mi appassiona e sto già usandola per creare un’altra opera.

Informazioni su Giulia Pugliese 81 Articoli
Giulia Pugliese Scrittrice Educazione 2011 - Master in EUC Group & CEERNT European Project 2006/2010 - Laurea triennale in Cooperazione allo sviluppo Esperienze lavorative 2024 - Scrittrice di critica cinematografica per il blog online Odeon 2023 - Scrittrice di critica cinematografica per il blog online I-Films 2022/2023 - Scrittrice di critica cinematografica per il blog online Long Take Premiazioni Vincitrice del concorso di scrittura per la critica cinematografica over 30 indetto da Long Take Film Festival quinta edizione - 2023

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