Miss Marx

a cura di Letizia Piredda

Tra le recensioni di questo film, appena uscito nelle sale, vogliamo proporvi quella di Vittorio Lingiardi [1], psichiatra e psicoanalista, autore di diversi libri, e curatore della rubrica Psycho sul Venerdì di Repubblica[2]. La cosa che più apprezzo di Lingiardi è la capacità di trasmettere in modo semplice concetti complessi: di recente ho letto il suo libro Mindscapes [3], che parla dei paesaggi dell’anima, con una miriade di riferimenti letterari, psicoanalitici, storici etc. e mi è sembrato che potesse essere letto e compreso da chiunque, anche da chi fosse completamente a digiuno di nozioni psicoanalitiche.

Una cosa analoga succede per le sue recensioni . Lui dice:”Non sono un critico cinematografico e quelle che leggerete non sono recensioni. Porto al cinema me stesso, guardo un film per rivederlo con voi, cercando di cogliere, pellicola dopo pellicola, le immagini che precedono il pensiero e lo producono….. Il cinema è una stanza a due ingressi : i racconti entrano nella vita dello spettatore e la vita dello spettatore entra nei racconti. Questo è il senso dei miei PSYCHO….”


Il Manifesto dell’amore tossico

di Vittorio Lingiardi

Romola Garai ci guarda con un lieve rossore sulle gote mentre tiene la sua orazione funebre per il padre. Sta interpretando Miss Marx, cioè Eleanor, detta Thissy, ultimogenita di Karl, la preferita. Susanna Nicchiarelli gira un film impeccabile che, parole sue, apre un abisso sulla fragilità delle illusioni e la tossicità di certe relazioni sentimentali. Storia attuale di fine ottocento, Miss Marx è uno studio sulla frattura tra sentimento e ragione e le conseguenze dell’amore per un padre inimitabile. Quando, senza volerlo, i grandi padri preparano il posto ai piccoli mariti.

Romola Garai e Patrick Kennedy in Miss Marx, 2020 di Susanna Nicchiarelli

Eleanor, socialista, sindacalista, letterata (ha tradotto in inglese Madame Bovary e Casa di Bambola), s’innamora fatalmente di Edward Aveling, un ometto vanitoso e sexy. Sa bene che vale poco, ma lei lo sceglie. La donna più libera del mondo vuole che il suo cuore, si badi bene non il cervello, abbia un padrone: quello. Edward riposa sul divano e lei ha appena saputo che ha un’altra, altre. Ma mentre formula ad alta voce frasi che andranno a comporre un saggio sulla condizione femminile, si china sul suo uomo come la Mina di Bugiardo e incosciente per detergerlo dal sudore del sonno. Senza giudizio né condanna, anzi quasi catturata dalla determinazione di chi affronta la tragedia senza rimanerne vittima, Nicchiarelli ci domanda perché molte donne intelligenti e appassionate si legano a uomini che non le meritano. Propongo che la casa londinese di Eleanor Marx (7 Jews Walk, Sydenham) diventi meta di pellegrinaggio emotivo per donne che amano troppo, le grandi accuditrici. Poiché il trauma dell’accudimento non è solo non averlo ricevuto, è anche non poter fare a meno di offrirlo. Eleanor lo aveva capito, ma ormai era tardi, il cuore le era stato rubato. Infatti scrisse: «Quando la tua vita sarà finita, avrai imparato quel tanto che basta per iniziarla bene».


Note

[1] Vittorio Lingiardi, psichiatra e psicoanalista,è professore ordinario di Psicologia Dinamica alla Sapienza Università di Roma. Ha ricevuto riconoscimenti dalla Società Psicoanalitica Italiana ( Premio Musatti, 2018) e dalla Psychoanalysis Psychoanalytic Psychology dell’American Psychological Association (Research Award, 2019). Collabora con il Venerdì di Repubblica, dove tiene la rubrica settimanale Psycho, con la Repubblica e l’inserto culturale Domenica Sole 24 ore. Autore di vari saggi tra cui Mindscapes, Psiche nel paesaggio,2017; Io tu, noi. Vivere con se stessi, l’altro, gli altri , 2019; Diagnosi e destino, 2018.

[2] Le recensioni pubblicate sul Venerdì di Repubblica sono state raccolte in un libro appena uscito: Vittorio Lingiardi Al cinema con lo psicoanalista , 2020, Raffaello Cortina Editore

[3] Vittorio Lingiardi, Mindscapes, Psiche nel paesaggio, 2017, Raffaello Cortina Editore

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