Ugo Gregoretti: una vita da “corsaro”

di Letizia Piredda

Regista, autore televisivo, attore, giornalista e drammaturgo, è stato definito in tanti modi : maestro della TV intelligente, l’arma ironica del cinema italiano, maestro della satira e dell’aneddotica. Sicuramente all’impegno culturale, artistico , professionale e politico, ha saputo sempre affiancare una vena satirica dissacrante, una capacità non comune di porsi sempre fuori dagli schemi ,oltre ad una capacità empatica che lo avvicinava  alla gente comune,  ripresa poi a livello giornalistico da Sergio Zavoli.

Insieme a molti nomi illustri, tra cui Umberto Eco , Furio Colombo, Piero Angela, fece parte dei corsari della TV  , realizzando una serie di spettacoli come Romanzo popolare italiano e Il Circolo Pickwick, le miniserie Le tigri di MompracemDentro Roma. Nel frattempo debutta al cinema con I nuovi angeli, seguito poi dal film ad episodi Ro.Go.Pa.G. con Pierpaolo Pasolini, Roberto Rossellini e Jean – Luc Godard. Il suo episodio Il pollo ruspante, è una critica impietosa del mondo dei consumi vista attraverso una gita domenicale di famiglia.

Ugo Gregoretti e Gigi Proietti in Circolo Pickwick, 1968

Ma il cinema sembra non essergli molto congeniale, o meglio non  facile da conquistare, venendo dalla TV. Riportiamo le sue parole in proposito: Perché ho girato così pochi film? C’è un motivo.  Per molti ero un miserabile rospo che usciva  dal pantano maleodorante delle disprezzatissima tv, osando fare un salto nell’Olimpo del cinema. Così tornò a occuparsi principalmente di tv con molti documentari Apollon, una fabbrica occupata (1969) e Contratto (1971) e l’autobiografico Maggio musicale (1990);  un omaggio a Zavattini realizzato nel 1982, l’inchiesta Sottotraccia del 1991, dedicata all’Italia ‘minore’ e seminascosta, Lezioni di design, trasmissione che presentava oggetti notevoli di design ed i relativi autori, insignita nel 2001 del premio Compasso d’oro e Uova fatali. In tutti questi programmi la genialità di Gregoretti si esprime con l’invenzione della contaminazione tra la cultura d’élite e la fruizione popolare. In Uova fatali si pose all’avanguardia sotto il profilo tecnologico, con l’uso del Chroma Key, vale a dire la fusione di immagini o spezzoni filmati diversi, utilizzato per la prima volta come linguaggio e strumento creativo.
Parallelamente nell’80 iniziò la carriera teatrale allestendo più di 50 spettacoli e dirigendo dal 1985 all’89 il teatro Stabile di Torino, non solo prosa però, si era dedicato anche all’opera lirica mettendo in scena nel 1976  L’italiana in Algeri.
Il  suo ultimo progetto, era  l’adattamento per il cinema della sua autobiografia La storia sono io (con finale aperto). Ci piace chiudere questo breve excursus con il suo commento salace, quando gli chiedevano come sarebbe stato questo suo nuovo film: Sarà il ritratto di un perfetto cialtrone, la mappa esatta delle mia cialtroneria congenita e inguaribile. Un monito per tanti miei colleghi che si auto-monumentalizzano, io invece ho fatto un anti-monumento. Un esempio: non si parla mai delle mia attività professionale ma solo della storia di un uomo qualunque che, come diceva Goldoni, è nato sotto l’influsso di una stella comica.

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