La bella locandiera di Comencini

Pubblichiamo questo piccolo cammeo di Enrico Sisti, comparso su La Repubblica di oggi, per la rubrica Roma da rivedere

la Redazione

“E se a qualcuno fosse venuto in mente di far traslocare a Roma “La Locandiera” di Goldoni? Forse avrebbe girato la “La bella di Roma” (1955 su youtube). Come capitò a Luigi Comencini appena uscito dalla rustica morsa di “Pane amore e fantasia” e “Pane amore e gelosia”. Dall’immaginaria Sagliena al Colosseo, dalla Lollobrigida alla Pampanini: la Nannina di Comencini sogna di rilevare un’osteria dietro il Gianicolo, proprietà delle suore, e per questo abbindola il suo principale (Stoppa) con adorabili smancerie, una vera “lenza”, mettendo a rischio la relazione col suo pugile suonato (Cifariello) e, non contenta, seducendo anche il tappezziere Gracco, sciupafemmine con famiglia (Sordi). La città è tagliata a fette dai percorsi e dai desideri dei protagonisti, che esercitano mestieri dimenticati, ma la torta rimane sempre una: Roma. Parlano la lingua degli affetti, condita dai temi di Nino Rota, gli squarci di Monte San Savello al Ghetto, la via che fa da scintilla, San Saba, Colle Oppio, Ponte Sisto, Piazza del Popolo, Gianicolo, gli ex voto del Verano. Un “baedeker” d’epoca abbellito dal comico dilemma di Sordi, costretto a fare un voto alla Madonna pur di scacciare la tentazione del tradimento. Salvo ricredersi.

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