Monica Vitti: un’attrice versatile

di Patrizia Montani

Maria Luisa Ceciarelli, in arte Monica Vitti, nasce a Roma il 3 novembre 1931, da una agiata famiglia borghese.
Proprio per sfuggire al conformismo , all’ipocrisia della famiglia, al dileggio per il suo aspetto fisico ed all’atteggiamento distaccato ed ipercritico della madre, Monica decide, giovanissima, di diventare attrice. [1]
All’età di soli 14 anni recita in teatro per la prima volta con dei giovani dilettanti , dopo averli convinti ad affidarle la parte della protagonista, una cinquantenne ne La nemica di Dario Niccodemi..
Rifiutata una prima volta dall’Accademia di arte drammatica “Silvio d’Amico”, a causa della voce roca, viene iscritta l’anno successivo, nel 1950 e molto apprezzata dal suo maestro Sergio Tofano, il quale le suggerì il nome d’arte e ne mise in risalto il talento comico.
Per alcuni anni la Vitti si dedicò al teatro, repertorio vastissimo dai classici ai contemporanei.
Ricorda con rabbia di Osborne, Dopo la caduta di Miller, La strana coppia di Simon, Prima pagina di Hecht e Mc Arthur, solo per citarne alcuni.

Fra teatro, sia  classico che leggero e televisione, a metà degli anni ’50 Monica Vitti  incontra Antonioni.
In quegli anni le attrici di successo avevano caratteristiche diametralmente opposte a quelle di Monica. Corpi da maggiorate, voci flautate, atteggiamento rassicurante e un po’ popolaresco.
La giovane attrice anticonformista e coraggiosa dovette faticare non poco per costruire la propria carriera.
Michelangelo Antonioni, regista particolarmente attento ai personaggi femminili,  la vide per la prima volta in teatro, in un ruolo brillante in un’opera di Feydeau e ne comprese immediatamente la complessità espressiva, molto più adatta al cinema che al teatro, sembra che anche la voce roca di Monica piacesse al regista..
I due girarono insieme L’avventura 1960, La notte 1961, L’eclisse 1962, Deserto rosso 1964 e infine Il mistero d’Oberwald nel 1980.

Monica Vitti e Gabriele Ferzetti ne L’avventura, 1960


Qualcuno ha definito la Vitti la donna che visse due volte; dopo il 1964 infatti l’attrice girò decine di film comici e commedie brillanti con i maggiori registi italiani : Monicelli La ragazza con la pistola, Le coppie, Camera d’albergo, Risi Le bambole, Noi donne siamo fatte così, Salce Le fate, Ti ho sposato per allegria, Anatra all’arancia, Scola Dramma della gelosia…, Magni La Tosca, Di Palma Teresa la ladra, Sordi Amore mio aiutami, Polvere di stelle, Io so che tu sai che io so e molti altri italiani. Tra gli stranieri :Bunuel Il fantasma della libertà, Losey Modesty Blaise, Cyatte Ragion di stato, Vadim Il castello in Svezia.

Monica Vitti e Alberto sordi in Amore mio aiutami, 1969

A conclusione della sua carriera Monica Vitti diresse un film dal titolo Scandalo segreto nel 1989 e dopo uno sceneggiato televisivo Ma tu mi vuoi bene? , si ritirò dalle scene.
Un’attrice singolare, diversa da tutte le altre, capace di passare dal teatro al cinema e viceversa, perché l’uno alimenta l’altro,capace di passare dal dramma alla commedia perché, sosteneva, veniamo dalla commedia dell’arte.
Di volta in volta popolare, aristocratica, seria, sensuale, moderna , antidiva, intelligente, così riassume la propria esperienza.
Sono entusiasta di poter essere un’attrice comica così pienamente, spudoratamente, come poche donne forse potrebbero esserlo, proprio perché ho avuto questa esperienza con Michelangelo, con la mia vita, perché sono di temperamento drammatico e allora forse posso veramente ridere su tutto .

[1] N. De Pascalis, M. Dionisi, S. Stefanutto Rosa ( a cura di ) La dolce Vitti Edizioni Sabinae, 2018

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