Festival de Il Cinema Ritrovato

Spite Marriage

a cura di Letizia Piredda

Anche se con un’apertura insolita, a fine estate, il festival de Il cinema ritrovato non solo mantiene l’impegno annuale con i capolavori del passato restaurati, ma riesce ad aprire non con un’edizione ridotta e in streaming, come in un primo momento i quattro condirettori [1] avevano pensato, ma con gli spettatori reali e in forma ampliata. Infatti quest’anno il festival di Bologna ospita sia la sezione Venezia Classici, sia un sestetto di titoli del festival di Cannes, a partire da A bout de souffle di Godard.

In questa edizione si spazia dall’anteprima mondiale di Last words, il film utopico post-apocalittico girato nel 2018 e ambientato nel 2086 di Jonathan Nossiter, al secondo film americano di Fritz Lang, You only live once (1937), attinto a Venezia Classici e scelto per inaugurare l’ampia retrospettiva dedicata a Henry Fonda for President.

Tra i titoli più attesi: Il grande dittatore di Charlie Chaplin, a ottant’anni dalla sua uscita, con una mostra fotografica in parallelo, dove é possibile vedere anche le sequenze distrutte dal regista; e un’anteprima da Cannes Fellini degli spiriti, di Anselma Dell’Olio. Una sezione speciale sarà dedicata a un cineasta dissacrante come Marco Ferreri, tra riscoperte, gli esordi spagnoli, e riproposte, da La donna scimmia a La grande abbuffata. Pasolini sarà presente con i restauri di Comizi d’amore (1964) e Accattone (1961), presentato dalla Film Foundation di Scorsese. Infine per il “Progetto Keaton” sono presenti i due titoli che segnano l’esordio e il declino del grande comico: Saphead (1920) e Spite marriage (1929) e il cineconcerto di The general (1926). Tutte le sezioni del programma sono state mantenute. “Le pioniere del cinema dell’Unione Sovietica” ripropone registe, autrici, attrici che dagli anni Venti si espressero in tutti i generi. Sul versante opposto da segnalare la retrospettiva incrociata “I fuorilegge: Frank Tuttle vs Stuart Heisler”, due grandi dimenticati di Hollywood vittime del maccartismo. Un titolo in particolare li mette a confronto: The glass key, dal romanzo di Hashiell Hammett; Tuttle ne trasse un primo crime drama nel 1935, mentre Heisler ne fece un remake nel 1942, accentuandone il carattere di gangster movie.

The glass key, di Frank Tuttle, 1935

Da Occidente si passa ad Oriente in Giappone, con Yuzo Kawashima, allievo di Ozu e maestro di Imamura, nell’India bengalese di Ritwik Ghatak e nella Cina contemporanea di Jia Zhangke, del quale verrà proiettato il primo lungometraggio, Xiao wu (Pickpocket), premiato a Berlino e censurato in patria.

Xiao wu (Pickpocket) di Jia Zhangke


Ci sarà inoltre una sezione di “Documenti e documentari” incentrati su autori e artisti, o su lavori completamente persi di vista.
Ma quello che va sottolineato é la caratteristica fondante di questo festival: ogni film restaurato, capolavori di ogni tempo ( e senza tempo) tornano ad essere dei veri e propri nuovi film, che, visti in sala, con una visione condivisa, diventano un’esperienza importante, capaci di incidere nelle nostre vite, e pronti a conquistare il pubblico delle nuove generazioni.

Note

[1] I quattro condirettori del Festival de Il cinema ritrovato sono: Gianluca Farinelli, Mariann Lewinsky, Cecilia Cenciarelli e Ehsan Khoshbakht.

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