Hitchcock e il potere politico

di Danette Anderson

Nel film L’altro uomo (Strangers on a Train), 1951 di Alfred Hitchcock c’è un’immagine di Bruno (il cattivo) in lontananza sui gradini del Thomas Jefferson Memorial [1]. L’uomo è in penombra, con dietro i simboli del potere politico statunitense, e controlla dall’alto i movimenti di Guy, il famoso tennista incontrato sul treno [2].

Ma perchè questa scena con questo sfondo che rappresenta la quintessenza del potere politico statunitense? Perchè la scelta di un monumento così imponente?

Sicuramente rende bene l’idea del controllo esercitato da Bruno sul suo “amico” Guy, ma probabilmente Hitchcock usa questa scena anche per dare un segnale preciso contro il potere politico di quegli anni: sono gli anni del maccartismo, della caccia alle streghe, in cui tutti quelli sospettati di qualche simpatia con il comunismo rischiano di perdere il lavoro o di finire in prigione. Il cattivo che controlla il buono, non è altro che lo strapotere politico del senatore Joseph Mc Carthy che ha creato un clima di sospetto generalizzato all’insegna di un anticomunismo ottuso e, alla lunga, controproducente. Come sappiamo Hollywood , dove molti europei di sinistra si erano rifugiati dopo l’avvento del nazismo, fu particolarmente colpito [3]. Hitchcock, pur non essendo di sinistra, si schiera contro questa forma di crociata anticomunista e cerca di manifestare la sua solidarietà ai colleghi di Hollywood.


Note
[1] Il Thomas Jefferson Memorial è un monumento costruito in onore di Thomas Jefferson, padre fondatore e terzo presidente degli Stati uniti d’America a Washington. L’edificio di stile neoclassico fu progettato dall’architetto statunitense John Russell Pope, che si era ispirato al Pantheon di Roma. Sul fregio che corre lungo l’interno della cupola si legge: «I have sworn upon the altar of God eternal hostility against every form of tyranny over the mind of man» («Ho giurato sull’altare di Dio eterna ostilità contro ogni forma di tirannia sulla mente dell’uomo»). La frase è una citazione da una lettera di Jefferson scritta il 23 settembre 1800 al dottor Benjamin Rush.
[2] Nel film Bruno propone a Guy uno scambio di omicidi: lui ucciderà la moglie di Guy (che non vuole concedergli il divorzio) e Guy ucciderà il padre di Bruno, che è un padre molto autoritario. Ma Guy non vuole saperne, anche dopo che Bruno ha ucciso Miryam , la moglie.
[3] Furono colpiti anche molti liberali, come Charlie Chaplin. Alcuni registi Edward Dmytryk e Elia Kazan furono costretti a denunciare i loro colleghi. Altri finirono sotto inchiesta e furono condannati come Dalton Trumbo, costretto a trasferirsi in Messico e a lavorare sotto falso nome.

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