Il Cinema Ritrovato : La donna di Parigi (3)

a cura di Letizia Piredda

La Donna di Parigi, 1923 di Charlie Chaplin

Un’altra sorpresa incredibile che mi ha dato Il Cinema Ritrovato, è stato un film di Chaplin, a me e a molti come me, sconosciuto: La donna di Parigi, 1923 , un film muto drammatico dove Chaplin non compare come attore, ma solo come regista. Fu il primo film prodotto con la United Artists Company cofondata con Douglas Fairbanks, Mary Pickford e D. W. Griffith. L’introduzione di Gianluca Farinelli ci fornisce molte informazioni interessanti sul film. Anzitutto, perché un film come La donna di Parigi è così sconosciuto non solo al grande pubblico ma anche a una buona fetta di cinefili? La risposta principale è che non piacque al pubblico, dato che Chaplin non vi recitava, e questo  determinò la sorte del film.

Voleva essere un omaggio a Edna Pourviance, che aveva collaborato con Chaplin per otto anni. Fu in quel periodo che Chaplin sposò Lita Grey e Edna lo venne a sapere dai giornali, così come nel film le amiche le riportano la notizia letta sui giornali, che il suo amico miliardario si è fidanzato con un’altra.
Il film, il cui titolo originale era L’opinion publique, fu apprezzato moltissimo da alcuni grandi registi: Einstein affermò che era il film di Chaplin che preferiva; anche Renè Clair e lo stesso Bunuel ebbero parole di grande considerazione per il film.
Sembra che Chaplin adottò una tecnica rivoluzionaria per l’epoca, in cui veniva ridotta l’enfasi mimetica del muto per improntare la recitazione ad uno stile misurato. Invitò gli attori alla naturalezza rassicurandoli che la camera avrebbe fatto notare anche il più piccolo movimento del viso.

Un altro elemento sorprendente è l’uso dell’ellissi: nella scena della stazione non vediamo il treno o Marie che sale sul treno ma solo i riflessi luminosi del treno che si riflettono sul suo viso.
Infine, sempre nella prima parte del film possiamo scoprire un piccolo cammeo alla Hitchcock: Chaplin appare per una manciata di secondi, alla stazione, nei panni del facchino che perde la cassa che sta trasportando sulle spalle e si allontana.


Note

[1] Gian Luca Farinelli Direttore della Cineteca di Bologna

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