Futura: un’inchiesta collettiva di Alice Rohrwacher, Pietro Marcello e Francesco Munzi

di Tano Pirrone

Al cinema Mignon di Roma è programmata la proiezione del documentario inchiesta Futura: esclusivamente nei tre giorni 25, 26 e 27 ottobre prossimi. Prendetene nota e non mancate!

Futura è un’inchiesta collettiva realizzata da Pietro Marcello, Francesco Munzi e Alice Rohrwacher, presentata alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 2021. L’inchiesta ha l’obbiettivo di esplorare l’idea di futuro di ragazze e ragazzi tra i 15 e i 20 anni, incontrati nel corso di un lungo viaggio attraverso l’Italia.

Il progetto inizia con un incontro il 20 febbraio 2020, in cui i tre autori hanno scelto di far partire un progetto che raccontasse i ragazzi del nostro paese, attraverso i loro occhi e le loro parole. Hanno iniziato subito, dando voce costruendo quello che scoprivano. Poi l’elemento della pandemia è entrato nel film. Prima hanno cercato di escluderlo, poi è diventato parte del racconto di come immaginano il futuro gli adolescenti italiani.

Un ritratto del Paese osservato attraverso gli occhi di adolescenti che raccontano i luoghi in cui abitano, oltre ai propri sogni e le proprie aspettative tra desideri e paure. Speriamo sia un esempio, per girare film come questo, puntando lo sguardo sulla spinta politica che tradizionalmente parte dalle nuove generazioni.

Francesco Munzi, Alice Rohrwacher, Pietro Marcello

Per il film non si è cercato un campione scientifico, non avendo intenzione di fare un’indagine sociologica, bensì una varietà sia geografica che di provenienza, in linea con una proposta emotiva, umana, anche disordinata.

Alice Rohrwacher ha dichiarato, in proposito: «Si tratta di un tentativo di creare un archivio utile anche in futuro, insomma, per raccogliere lo spirito di un’epoca Abbiamo puntato sul racconto di archivio, non sul loro immaginario. L’idea era di lavorare noi tre raccogliendo e non portando, come facciamo di solito come autori, di creare un archivio, senza poter immaginare la pandemia. Nel farlo abbiamo evitato casi estremi, gruppi non individui singoli, che avessero modo e diritto di stare in gruppo anche in periodo di pandemia.»

Tanti riferimenti sono stati citati per Futura, ma, come ha dichiarato Pietro Marcello in un’intervista: «Pasolini non è stato un riferimento, lo sono stati più Comencini o Soldati. I loro erano reportage a tesi, il nostro è più a campione, con la scelta di non andare in profondità. Un lavoro collettivo, orizzontale, fatto con tanti collaboratori. La forza del film è stata l’ideologia del lavorare insieme, senza parlare di noi, della nostra visione del mondo. Un laboratorio di cinema, insomma.»

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