PPPP… Petrolio di Pier Paolo Pasolini

Emanuele Trevi presenta la nuova edizione curata da Maria Careri e Walter Siti

di Tano Pirrone

Pier Paolo Pasolini – poeta, scrittore, saggista, polemista, commediografo, regista, artista e molto altro ancora – è una delle figure più complesse nel panorama del Novecento.

Biblioteche di Roma[1] propone, in collaborazione con l’Associazione Culturale doppiozero[2], venti incontri, in presenza e in diretta streaming, affidati a scrittori ed esperti per esplorare l’immaginario pasoliniano[3].

Il progetto si chiama Alfabeto Pasolini e si compone di venti parole chiave che mirano a raccontare la produzione letteraria, teatrale e cinematografica di Pasolini, abbracciando i molteplici aspetti della sua opera e della sua biografia: Amici, Arte, Cinema, Corsaro, Critica, Friuli, Grecia, Manierismo, Morte/Trasfigurazione, Omosessualità, Padre/Madre, Periferie/Mondo, Petrolio, Poesia, Politica, Roma, Romanzi, Sacro, Teatro, Televisione.

Protagonisti di questi incontri: Marco Belpoliti, Filippo La Porta, Cristina Battocletti, Stefano Casi, Walter Siti, Stefania Parigi, Emanuele Trevi, Roberto Galaverni, Andrea Cortellessa, Marco Antonio Bazzocchi, Stefano Chiodi, Chiara Valerio, Alessandro Banda, Sandra Petrignani, Massimo Fusillo, Alfonso Berardinelli, Antonio Tricomi, Dacia Maraini, Igiaba Scego e Walter Veltroni.

Alfabeto Pasolini è rivolto soprattutto ai giovani, studenti liceali e universitari, cioè quelli che meno conoscono la figura di Pasolini e i luoghi di Roma in cui ha vissuto per venticinque anni, dal 1950 al 1975.

Venti le Biblioteche del Sistema di Roma Capitale destinate ad ospitare gli incontri e che detengono archivi documentali e cinematografici dedicati a Pasolini: uno stimolo forte e diretto alla lettura e all’approfondimento della sua opera. Inoltre, nel segno della promozione di nuovi linguaggi e nuove tecnologie e sempre con l’obiettivo di coinvolgere i giovani, sono previsti venti podcast, disponibili sui canali di Biblioteche di Roma e della rivista online doppiozero.

Martedì 17 maggio è stata la volta dell’incontro con Emanuele Trevi[4] nella Biblioteca Europea, che ha sede nel complesso del Goethe-Institut di Roma al numero 15 di via Savoia. La parola chiave dell’incontro era Petrolio, il romanzo rimasto incompiuto, pubblicato postumo nel 1992 da Einaudi. La prima ideazione dell’opera risale alla primavera del 1972; su di esso Pasolini lavorerà fino alla morte, avvenuta nel 1975. Di Petrolio sono rimaste 522[5] pagine scandite in “Appunti” con una numerazione progressiva, che si configurano in un insieme di frammenti più o meno estesi e di soli titoli. Questa edizione propone alcune significative novità; in particolare, torna al suo posto una pagina deliberatamente eliminata dall’edizione Einaudi del 1992, eppure fondamentale «non solo per l’affermazione netta sulla responsabilità di Cefis nell’omicidio di Mattei», come scrive Siti il 26 febbraio 2022 su Tuttolibri, «ma anche perché vi si chiarisce quali discorsi di Cefis (due e non tre) Pasolini volesse inserire nel testo».

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Ospitalità ridotta nella sala dell’Europea per garantire la necessaria collocazione delle attrezzature per la ripresa e registrazione dell’evento, che già poche ore dopo era disponibile in streaming. I pochi posti sono entusiasticamente abitati da fans âgée e très âgés; i giovani, con maggior comodo, seguiranno in streaming, modalità forse più apprezzata. Chi scrive e gli altri ospiti sembravamo esaltati dalle capacità narrative di Emanuele Trevi, dimostratesi di gran lunga più affascinanti e attraenti di ogni previsione. Ha tenuto banco per oltre 90 minuti, senza requie, con gli occhi ardenti puntati sugli astanti. Affascinante ed attraente: tale è stata la narrazione, non tanto, o non solo, del romanzo pasoliniano, quanto della storia umana e letteraria che fa da involucro, da fodero allo strano oggetto Petrolio. Insomma, un vero meritato successo di tutta la filiera: Biblioteche di Roma, doppiozero, Emanuele Trevi, Biblioteca Europea. Senza contare sul nostro personale “giovanile” entusiasmo di essere stati lì, con altre persone, ad ascoltare la testimonianza colta e partecipata di un grande scrittore e critico letterario in merito alle ultime vicende umane e letterarie di PPP, senza aggettivi e senza lapidi commemorative.

NOTE

[1]   Biblioteche di Roma è la rete delle biblioteche di pubblica lettura gestite da Roma Capitale. Il nome si riferisce al “Sistema delle Biblioteche Centri Culturali del Comune di Roma”, costituito nel 1996. L’attuale sistema trae origine dalle biblioteche popolari create a Roma tra il 1920 e il 1921 con finalità principalmente assistenziali ed educative; la Biblioteca dell’Orologio presso l’Oratorio dei Filippini rappresentava la Biblioteca Centrale mentre numerose sezioni periferiche erano collocate in edifici scolastici o in locali dell’Istituto Autonomo Case Popolari. Le Biblioteche centri culturali nascono a Roma con la nuova amministrazione del Sindaco Giulio Carlo Argan e dell’Assessore alla cultura Renato Nicolini: si aprono in molte Circoscrizioni (gli attuali Municipi) una o più biblioteche. Progressivamente il sistema venne articolato e messo a punto; si iniziò ad aggiornare il patrimonio librario, e fu assunto personale qualificato. Attualmente la responsabilità della gestione del sistema è affidato alle indiscusse competenze della D.ssa Maria Rosaria Senofonte, dirigente nelle pubbliche amministrazioni dal 1997.

[2]    doppiozero è una rivista culturale, con edizioni in italiano e in inglese, e una casa editrice, in rete dal 14 febbraio 2011. Collaborano alla rivista oltre 900 scrittori, critici, giornalisti, ricercatori, studiosi di diverse discipline, in un ecosistema che riunisce intellettuali di fama, giovani autori e studiosi affermati. Le attività includono: una casa editrice digitale di saggistica e narrativa; la curatela di percorsi editoriali e curatoriali per istituzioni; progetti speciali che legano i nuovi media all’arte e alla letteratura; collaborazione e partnership con festival, aziende, case editrici e associazioni culturali; formazione per le aziende.

[3]   I prossimi appuntamenti, sempre gratuiti ma con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti, sono:

  • 24/05/2022, ore 11,00 – Biblioteca Villino Corsini di Villa Pamphili – Largo 3 giugno 1849: POESIA, con Roberto Galiverni.
  • 30/05/2022, ore 11,00 – Biblioteca Vaccheria Nardi – Via Grotta di Gregna, 37: MORTE/TRASFIGURAZIONE, con Andrea Cortellessa.
  • 08/06/2022, ore 11,00 – Biblioteca Laurentina – Piazzale Elsa Morante: SACRO, con Marco Antonio Bazzocchi.
  • 27/09/2022, ore 17,00 – Biblioteca Franco Basaglia – Via Federico Borromeo, 67: ARTE, con Stefano Chiodi.
  • 06/10/2022, ore 11,00 – Biblioteca Renato Nicolini – Via Marino Mazzacurati, 76: Omosessualità, con Chiara Valerio.
  • 10/10/2022, ore 11,00 – Biblioteca Villa Leopardi – Via Makallè: PADRE/MADRE, con Alessandro Banda.
  • 27/10/2022, ore 11,00 – Casa delle Letterature – Piazza dell’Orologio, 3: ROMA, con Sandra Petrignani.
  • 02/11/2022, ore 11,00 – Biblioteca Europea – Via Savoia, 15: POLITICA, con Walter Veltroni
  • 17/11/2022, ore 11,00 – Biblioteca Aldo Fabrizi – Via Treia, 4: GRECIA, con Massimo Fusillo.

[4]    Emanuele Trevi. Ha debuttato nella narrativa nel 2003 con I cani del nulla. È stato direttore creativo della Fazi editore, ha curato una collana presso Quiritta editore. Autore anche di molti saggi, nel 2012 con il romanzo Qualcosa di scritto è nominato nella cinquina del Premio Strega, arrivando secondo per soli due punti. Nel libro l’incontro di un giovane scrittore trentenne che inizia a lavorare al Fondo Pier Paolo Pasolini e incontra Laura Betti, che regna sovrana su un dedalo di carte; e attraverso la Betti la scoperta di Pasolini;  il romanzo racconta la linea d’ombra di questo contagio e l’inevitabile congedo da esso – un congedo dall’adolescenza e da un’intera epoca; ma racconta anche un’altra vicenda, quella di un’iniziazione ai misteri, di un accesso ai più riposti ed eterni segreti della vita, una storia nascosta in Petrolio. Nel 2005 ha poi vinto il Premio Sandro Onofri con il libro Senza verso. Un’estate a Roma. Con Il libro della gioia perpetua ha vinto il Premio Napoli nel 2010. Con il romanzo Il popolo di legno, tradotto in francese, ha vinto il 19 gennaio 2018, il Prix Marco Polo Venise, per il miglior romanzo italiano tradotto nel 2017 in francese. Con Sogni e favole ha vinto il Premio Viareggio per la narrativa e la XVIII edizione del Premio Pianeta Azzurro – I Contemporanei. L’8 luglio 2021 ha vinto il Premio Strega con il libro Due vite, biografia degli scrittori Rocco Carbone e Pia Pera.

[5]    Così nella nota filologica di Aurelio Roncaglia in Petrolio, Oscar Mondadori, 2005; pag. 618: «[…] In realtà, quando nel settembre 1974, Pasolini fece fare ad uso personale, una fotocopia di quanto scritto sino ad allora […] i fogli riempiti – alcuni a mano, i più dattiloscritti sempre da lui e con correzioni autografe – risultavano 337. Alla data della morte, nella cartella recuperata da Graziella Carcossi […] erano saliti a 522, con un aumento di quasi 200 pagine in tredici mesi […]».

Informazioni su Tano Pirrone 71 Articoli
Sono nato in provincia di Siracusa, a Francofonte, l’antichissima Hydria dei coloni greci, quaranta giorni prima che le forze alleate sbarcassero a Licata. Era il 14 maggio 1943. Ho frequentato il liceo classico, ma non gli studi per giornalista, cui ambivo. Negli anni ’70 ho vissuto due lustri a Palermo, dove ho lavorato in fabbrica, come impiegato amministrativo- commerciale. Nel 1981 mi sono trasferito a Roma per amore di Paola, oggi mia moglie. Sono stato funzionario commerciale e Project Manager nel Gruppo Marazzi. Infine consulente d’azienda per Organizzazione Aziendale e Sistemi Qualità. Curo le piante della mia terrazza, vedo gente, guardo film e serie tv, vado a cinema e a teatro, seguo qualche mostra; leggo, divagando e raccogliendo fior da fiore, e scrivo di cinema, libri e teatro per Odeonblog; di altre cose per me stesso. Ho pubblicato anche su Ponza Racconta, Lo Strillo, RedazioneCulturaNews ed altri siti di cinema e teatro. Ho due figli, Francesco e Andrea, ed avevo un cane, Bam, che sta sempre con me dovunque io vada. Sono faticosamente di sinistra; sono stato incendiario ed ora dovrei essere ragionevolmente pompiere.
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