Viaggio in Giappone

di Martina Cossia Castiglioni

Viaggio in Giappone

La scrittrice francese Sidonie Perceval (Isabelle Huppert) parte per il Giappone per promuovere la riedizione del suo romanzo d’esordio, L’Ombré portée. Ad accoglierla all’aeroporto c’è l’editore Kenzo Mizoguchi (Tsuyoshi Ihara), che la accompagnerà in tutte le tappe del suo viaggio: non solo alle interviste e alle presentazioni nelle librerie, ma anche da una città all’altra, di hotel in hotel, in auto, in treno, alla scoperta delle bellezze naturali del paese e dei templi di Kyoto.

I templi

Presto Sidonie si accorgerà di un’altra presenza, quella del defunto marito Antoine (August Diehl), che le appare nelle camere d’albergo. Da quando è morto la donna non ha più scritto una riga. Dapprima il fantasma le fa paura, poi si abitua ad averlo accanto. Una presenza che a poco a poco diventa sempre più evanescente, mentre cresce la vicinanza tra Sidonie e Kenzo.
Sidonie au Japon (questo il titolo originale della pellicola) è il terzo lungometraggio della regista francese Élise Girard, presentato a Venezia nella sezione Giornate degli Autori.
Il nome della protagonista evoca quello della scrittrice Colette (Sidonie-Gabrielle), così come il cognome dell’editore, Mizoguchi è lo stesso del regista de I racconti della luna pallida d’agosto.
Su entrambi grava il peso di diversi lutti, «l’ombre portée» alla quale allude il primo libro di Sidonie. I genitori e il fratello di lei sono morti in un incidente d’auto, come accadrà poi al marito. La famiglia del padre di Kenzo, invece, è stata decimata dalla bomba atomica di Hiroshima, con l’eccezione del padre, che quel giorno era andato a trovare un amico in un’altra città. Per questo l’editore non è sorpreso quando Sidonie gli confessa di vedere il defunto Antoine: in Giappone, dice lui, «i fantasmi vivono intorno a noi», non ci lasciano mai, e il visibile e l’invisibile possono coesistere.
Un incontro tra due diverse culture, quello tra la scrittrice e il suo editore, ma anche l’incontro tra due anime accomunate da un dolore composto, espresso con poche parole.
Il tema del lutto e della morte è affrontato in modo delicato, con un tocco di ironia e leggerezza che attraversa tutta la pellicola.

Alcune immagini del film

Viaggio in Giappone possiede una sua eleganza formale nella rappresentazione dei luoghi, delle architetture, degli ambienti. Inquadrature che sembrano dipinti, sequenze che mostrano una grande attenzione per la prospettiva e la simmetria: quasi un riflesso del rigore della cultura nipponica. E poi ci sono tante finestre (come quella dell’hotel che dovrebbe essere ermeticamente chiusa e che Sidonie ritrova aperta), e vetrate, e specchi nei quali talvolta la protagonista guarda il proprio volto riflesso, quasi a interrogarsi su sé stessa.
La scrittura non guarisce, dice Sidonie, ma aiuta. Così, elaborando finalmente il lutto per la scomparsa di Antoine, la donna potrà riprendere a scrivere e amare.  

Informazioni su Martina Cossia Castiglioni 14 Articoli
MARTINA COSSIA CASTIGLIONI (1964) si è laureata in Lingue alla Statale di Milano. Dal 2001 al 2009 ha tenuto un rubrica dedicata ai libri per Milano Finanza e dal 2011 al 2016 è stata responsabile editoriale per Uroboros Edizioni. Appassionata di cinema, frequenta  i corsi di Longtake e ha iniziato da poco a scrivere di cinema in rete.
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