Blonde Venezia 79

di Letizia Piredda

Tratto dal libro di Joyce Carol Oates il film non è un biopic ma una analisi psicologica condotta su un duplice binario della star più iconica del cinema: Norma Jeane-Marilyn, con una bravissima Ana de Armas chiamata ad una prova davvero impegnativa.
Una vita segnata quella di Norma Jeane dalla malattia psichiatrica della madre, dall’abbandono del padre, dall’orfanotrofio. Ma il suo prorompente fascino sexy é stato il suo lasciapassare per diventare una delle stelle più luminose di Hollywood, e poi un mito: Marilyn Monroe. La dissociazione psicologica tra la fragile Norma Jeane e l’ascesa prepotente della bomba sexy Marilyn costituirà la base di una terribile ambivalenza, presente in tutti gli eventi della sua vita affettiva: i matrimoni con gli uomini più disparati, i figli desiderati e poi abortiti, le sue performance di attrice, in una continua oscillazione tra fragilità, bisogno di affetto e rifugio onnipotente nel successo, di cui per altro non riuscirà mai a godere pienamente . Non esiste schermo, non esiste protezione dalla voracità maschile dentro e fuori il mondo del cinema, non esiste scelta.

Alcune immagini del film

Solo il matrimonio con Arthur Miller costituirà  una breve pausa in cui Marilyn ottiene un riconoscimento a livello culturale (le sue ambizioni per Cechov e Dostojevskij). Ma poi tutto si richiude. La sua vita é una sconfitta continua: un soccombere a tutti gli appetiti più deteriori perché sempre e comunque per lei prevale il bisogno irrinunciabile, patologico di sentirsi desiderata. Dominik punta il dito sulla laidità maschile, nessun uomo si salva in questo film, e allarga lo scenario a tutto il pubblico con il suo bisogno di divorare, di consumare la star, il mito e tutto quello che rappresenta. Luci e ombre del personaggio Norma Jeane-Marilyn espresse anche visivamente con una splendida alternanza tra bianco e nero e colore; mentre la manipolazione dello sguardo attuata da ognuno di noi, viene sottolineata trasformando le immagini più iconiche di Marilyn in sequenze animate: Marilyn per tutti noi  è solo un’immagine che si può deformare, moltiplicare all’infinito in base alle nostre esigenze.
L’originalità del film sta proprio qui, in questo dito puntato: siamo in qualche modo tutti voyeur, tutti complici, tutti abusanti, tutti chiamati in causa.

Blonde di Andrew Dominik Venezia 79 In Concorso

Informazioni su Letizia Piredda 142 Articoli
Letizia Piredda ha studiato e vive a Roma, dove si è laureata in Filosofia. Da diversi anni frequenta corsi monografici di analisi di film e corsi di critica cinematografica. In parallelo ha iniziato a scrivere di cinema su Blog amatoriali.
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