Speciale Nanni Moretti#2

Il Match Mario Monicelli-Nanni Moretti condotto da Alberto Arbasino

di Letizia Piredda

La seconda puntata di questo Speciale lo dedichiamo all’incontro/scontro tra Mario Monicelli, allora già affermato con capolavori come I soliti ignoti, L’armata Brancaleone, La grande guerra, e Nanni Moretti, 24 enne, poco dopo il successo del suo film d’esordio Io sono un’autarchico, 1976.
La mitica puntata faceva parte del talk show Match, che andò in onda tra il 1977 e il 1978 su Rai 2 in 10 puntate. Il programma era condotto da Alberto Arbasino, uno dei più importanti scrittori italiani del secondo Novecento, morto di recente.
Ne scaturiscono riflessioni importanti sulle problematiche del cinema italiano: generi e contenuti, problemi economici, strategie produttive e distributive, utilizzo degli attori, differenze tra vecchia e nuova regia.
Il dibattito è molto acceso e intervallato dall’intervento di attori e addetti ai lavori.
Ma quella che ne sembra uscire vincente è la commedia all’italiana! [1]
“Hai fatto una commedia all’italiana!” conclude Mario Monicelli, “Ma che cos’è la commedia all’italiana?” aveva chiesto prima provocatoriamente Nanni Moretti.
Sicuramente Nanni Moretti riprende il filone della commedia all’italiana, ne assorbe le diverse componenti, ma cambiandone decisamente i connotati con una formula originalissima: i contenuti si spostano su tematiche esistenziali, il tono della commedia diventa grottesco, ma non un grottesco speranzoso, vedi Fellini, piuttosto un grottesco che volge al nero, al malinconico, al satirico, dove si è perso ogni momento affermativo e gioioso, più simile a quello di Dino Risi e una comicità, quello che verrà chiamato lo humour morettiano, che si muove tra l’iperbole e il paradosso. D’altra parte se è vero che la commedia all’italiana costituisce l’alveo naturale da cui prende le mosse il suo cinema, alcune caratteristiche della commedia di Moretti sembrano riconducibili alla Screwball Comedy [2]: i personaggi anormali, i gruppi familiari lunatici, l’euforia nonsense.
La caratteristica, però, che separa decisamente il cinema di Moretti dalla commedia all’italiana sono le tragicomic strips, così definite da Tullio Kezitch, che sono alla base dello stile narrativo di Moretti: segmenti brevi che uniti creavano il film. Laddove la commedia all’italiana procedeva con un flusso narrativo classico, senza scelte di stile particolari (solo Scola introdurrà rotture e sospensioni narrative).
Volendo si può sintetizzare la contrapposizione tra Monicelli (e la commedia all’italiana) e Moretti in due frasi-simbolo:
“Ogni volta che vedo un suo film mi dico: Nanni e levati da là davanti e fammi vedere il film” pronunciata da Dino Risi per sottolineare l’invadenza e il narcisismo di Moretti. Dall’altro versante è stato detto: “Non esiste il cinema di Nanni Moretti, senza Nanni Moretti”.
Qui sotto il link del video:
Match – Domande incrociate -Monicelli e Moretti


[1] La commedia all’italiana, da non confondere con la commedia italiana, si caratterizzava in quanto usava un registro comico-satirico per trattare tematiche relative alla realtà sociale dai risvolti drammatici, come quelle del dopoguerra, del boom economico etc,. I maggiori esponenti di questo genere sono stati Monicelli con I soliti ignoti(1958), La grande guerra(1959), L’armata Brancaleone(1966) , Comencini con film quali Tutti a casa(1960), Risi con Una vita difficile(1961) Il sorpasso(1962) e I mostri(1974), Scola con C’eravamo tanto amati (1974).

[2] La screwball comedy (letteralmente commedia svitata o commedia ad effetto) si riferisce alla commedia cinematografica statunitense degli anni trenta e primi anni quaranta. Da un punto di vista formale, sembra voler rendere, attraverso il superamento dell’organizzazione classica del linguaggio cinematografico, il caos della realtà e lo spirito dei tempi. Rispetto alla commedia romantica tradizionale, la screwball comedy ha storie più imprevedibili e personaggi eccentrici, anarchici, sul filo di un’innocua follia, presenta aspetti di satira sociale ed una maggiore modernità e disinvoltura riguardo ai costumi sociali.

Informazioni su Letizia Piredda 173 Articoli
Letizia Piredda ha studiato e vive a Roma, dove si è laureata in Filosofia. Da diversi anni frequenta corsi monografici di analisi di film e corsi di critica cinematografica. In parallelo ha iniziato a scrivere di cinema su Blog amatoriali.
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