Maestro: una recensione

di Martina Cossia Castiglioni

A cinque anni dal suo esordio alla regia con A star is born (2018), Bradley Cooper torna dietro alla macchina da presa per dirigere (verbo più che mai appropriato) Maestro, che ripercorre oltre trent’anni della vita di uno dei più grandi direttori d’orchestra e compositori di sempre, Leonard Bernstein. Cooper si ritaglia anche il ruolo del protagonista in una pellicola imperniata non tanto sulla carriera quanto piuttosto sulla vita intima del personaggio, in particolare sulla relazione con la moglie Felicia Montalegre (interpretata da Carey Mulligan).

Felicia e Leonard, impersonati da Carey Mulligan e Bradley Cooper

Nel 1946, quando Felicia e Bernstein si conoscono, lei ha già debuttato a teatro e lui è già un affermato direttore d’orchestra. Si fidanzano, ma dopo un anno si lasciano. Si ritrovano nel 1951 e decidono di sposarsi. Un rapporto, il loro, fatto di alti e bassi, a causa (almeno in parte) delle relazioni omosessuali dell’artista, ma anche un matrimonio, come scrisse la donna in una lettera al marito, basato «sulla tenerezza e il rispetto reciproco».
Felicia è un punto fermo nella vita di Leonard. Il loro amore, con le sue ombre e le sue luci, così come l’animo tormentato del compositore, rivivono nel film di Bradley Cooper.
La regia è raffinata ed elegante. Il passaggio dal bianco e nero della prima parte del film al colore della seconda, avviene con naturalezza. Nella prima metà si susseguono rapidi cambiamenti di scena, il ritmo è più concitato, quasi a riflettere l’inquietudine creativa del protagonista. Molto bella una delle sequenze iniziali in cui una stanza buia con un’ampia finestra dà l’illusione di trovarsi nella balconata di un teatro, o dietro le quinte. O la sequenza successiva in cui Bernstein, alzatosi dal letto, dopo una breve corsa si affaccia sulla sala vuota della Carnegie Hall, dove poco più tardi dirigerà un’orchestra.

Nella seconda parte la narrazione sembra rallentare, e spesso la macchina da presa si sofferma più a lungo sui volti dei personaggi e sulle loro parole. Maestro è anche fatto di molti dialoghi. La sceneggiatura è scritta dallo stesso Bradley Cooper e da Josh Singer, già autore degli script di film come The Post e Il primo uomo.

Le ombre nel rapporto tra Felicia e Leonard

Ottima l’interpretazione degli attori, prima fra tutte quella di Carey Mulligan, che dà spessore e verità al personaggio di Felicia.
Distribuito da Netflix, Maestro ha due produttori d’eccezione: Martin Scorsese e Steven Spielberg. Il film ha ottenuto quattro candidature ai Golden Globe 2024, tra le quali miglior attore e miglior attrice protagonisti per Bradley Cooper e Carey Mulligan.

Informazioni su Martina Cossia Castiglioni 7 Articoli
MARTINA COSSIA CASTIGLIONI (1964) si è laureata in Lingue alla Statale di Milano. Dal 2001 al 2009 ha tenuto un rubrica dedicata ai libri per Milano Finanza e dal 2011 al 2016 è stata responsabile editoriale per Uroboros Edizioni. Appassionata di cinema, frequenta  i corsi di Longtake e ha iniziato da poco a scrivere di cinema in rete.
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