I cento anni di Calvino: uno scrittore sugli alberi#2

di Letizia Piredda

Tra i tanti omaggi di quest’anno in occasione del centenario della nascita di Italo Calvino, è stato realizzato un bel documentario [1] che rilegge il percorso artistico dello scrittore attraverso una delle sue opere più significative: Il barone rampante.

Il barone rampante,1957 Da Cosimo di Roger Olmos, Logos Edizioni.

1956: la Russia invade l’Ungheria; Togliatti e il PCI fiancheggia l’intervento della Russia. Questa fatto costituisce un trauma per Calvino che, dopo l’esperienza partigiana, aveva militato con convinzione tra le file del PCI.
Esce dal partito, e afferma che da quel momento camminerà su un piede solo, la letteratura, e non più su due come prima: la politica e la letteratura.
Proprio in quel periodo, 1956, Calvino inizia a scrivere Il Barone rampante: e l’idea di far vivere il protagonista sugli alberi sembra molto in sintonia con le scelte che sta attuando in questo momento: si distanzia dal mondo politico e adotta un nuovo modo di stare al mondo, di porsi, di essere fuori ma di essere dentro; e porsi a una certa distanza dalle cose sarà un altro principio fondante del suo sguardo.
Il Barone rampante è quindi un romanzo politico per due motivi:

-Perché Cosimo stando sugli alberi fa un sacco di cose per la comunità
-Non potendo più partecipare attivamente alla vita politica, l’obiettivo di Calvino sarà quello di produrre un discorso sulla conoscenza.

In alto Italo Calvino con la moglie Chichita. Sotto: Elio Vittorini e Italo Calvino

Negli anni successivi alcuni eventi segnano la vita di Italo Calvino: il suo matrimonio con Chichita a l’Avana, e l’anno successivo la morte di Elio Vittorini, suo grande amico con il quale aveva collaborato su diverse riviste come Il Politecnico e poi  Il Menabò. Decide di trasferirsi a Parigi con Chichita, dove rimarrà più di 10 anni. In questa fase il suo interesse si sposta verso i luoghi che lo circondano: i luoghi, dice, devono diventare un paesaggio interiore, che verranno abitati dall’immaginazione per farne il proprio teatro. Il suo è spesso un ruolo di osservatore: “quando posso essere invisibile in un contesto sociale mi sento a mio agio”.

Calvino aveva una forte immaginazione visiva: da bambino sviluppa una passione per il cinema e per le immagini intorno a lui, le immagini d’Italia.
Ma con il cinema ha avuto sempre un atteggiamento ambivalente: quando Antonioni gli propose di lavorare a Blow up, dapprima rispose che era occupato, poi gli disse che per essergli di aiuto avrebbe dovuto avere idee visive diverse dalle sue, perché un’immagine letteraria non coincide con un’immagine cinematografica.
Tra i compiti che la letteratura doveva porsi  c’era quello di estendere i confini del narrabile.
Inizia a lavorare alle Cosmicomiche in cui riesce ad attuare un’operazione  complessa: collegare tempi lunghissimi, cosmici al presente quotidiano. Riesce a trattare questioni scientifiche complicate dell’origine dell’uomo, del big bang e a renderle  fruibili a un pubblico di lettori di tutte le età.

In alto Le cosmicomiche,1965 Sotto: Ti con zero, 1967 e Palomar, 1983

E’ in questa fase che scienza e arte si incontrano: è affascinato dai telescopi e Palomar è il nome di un osservatorio. Palomar, il protagonista del libro, è un personaggio che guarda le cose vicine come fossero lontanissime e le cose lontane come fossero vicine.
Uno dei primi brani del libro riguardava la descrizione di un’onda e questo suscitò una serie di polemiche: come, in un momento in cui l’Italia ha tanti problemi, Calvino scrive di un personaggio che vuole descrivere un’onda? Ma alla base di questa scelta c’era una riflessione sulla capacità del linguaggio di rappresentare la realtà, una realtà difficile. In altre parole saggia la capacità della parola di mordere la realtà.

E anche questa è politica.

Informazioni su Letizia Piredda 173 Articoli
Letizia Piredda ha studiato e vive a Roma, dove si è laureata in Filosofia. Da diversi anni frequenta corsi monografici di analisi di film e corsi di critica cinematografica. In parallelo ha iniziato a scrivere di cinema su Blog amatoriali.
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