Calvino e l’intelligenza artificiale#3

la Redazione

Dopo L’innovatore rampante. L’ultima lezione di Italo Calvino (2022), i due scrittori Andrea Prencipe (Rettore della Luiss University, professore di Organizzazione ed Innovazione) e Massimo Sideri (Direttore del Corriere Innovazione) hanno prodotto il secondo omaggio-saggio alle idee del precursore Italo CalvinoIl Visconte cibernetico. Italo Calvino e il sogno dell’intelligenza artificiale (Luiss University Press).
Lo stesso Sideri aveva, con la Sindrome di Eustachio, isolato una serie di corti circuiti scientifici e tecnici poco noti, che sono da attribuire a uomini di genio italiani, dal pianoforte alla matita, dal microchip alle cellule staminali ecc. od anche scoperte immateriali nate dalla letteratura e dal cinema.

immagine per il visconte cibernetico


Gli autori del Visconte Cibernetico: Andrea Prencipe e Massimo Sideri; a dx Italo Calvino

Si conosce Calvino per la sua geniale narrativa, per la sua fantasia ma anche per il suo Metodo Calvino (gli opposti della pienezza e dell’assoluto vuoto, la leggerezza e la gravosità, la precisione e l’inesattezza) che è la giusta chiave per capire il nostro presente, fatto di opposti, di benessere e disuguaglianza, di cambiamenti necessari e resistenza umana agli stessi. In una epoca tecnologica in cui l’I.A. e lo Spazio, l’uomo e la macchina si incontrano e si scontrano a distanza ravvicinata quali apporti può dare Calvino, si sono chiesti i due autori?
Attraverso questo scrittore che sperimentava sempre nuove strade, metodi, stili e percorsi si sono rispecchiati in lui come due araldi dell’innovazione, del cambiamento di tecnologie, di metodologie di organizzazione, che dovrebbero generare nuovi valori personali sociali, economici. Un percorso difficile per essere leggeri nella gravità degli argomenti, inesatti nell’esattezza, invisibili nella visibilità, unici in questa molteplicità massificata, tra sintesi ad analisi, domande e risposte tra il nuovo che avanza ed il noto che trattiene.
Non si può dimenticare che Calvino ha sviluppato in Cibernetica e fantasmi una riflessione sul rapporto tra l’arte della narrazione ed i cosiddetti cervelli elettronici (che conosceva). Calvino aveva già capito il senso del fluido, che come sappiamo oggi è il mondo liquido (Bauman), per lui le immaginazioni, come forme gassose della nostra mente, erano alla ricerca di una realtà che tendeva a sfuggire per Calvino molto lentamente e che tende a sfuggire a noi oggi molto velocemente, giorno per giorno.
Mentre Calvino riusciva a capire come si monta e si smonta la più complicata delle macchine, cioè la parola, con i modelli matematici, oggi la scuola americana fa lo stesso con tutto. Non bisogna dimenticare che Calvino avrebbe voluto una macchina per scrivere novelle e romanzi sempre uno diverso dall’altro sotto un suo input mentale. Non è forse quello che vogliamo dall’ I.A.
I due autori parlano quindi della storia delle domande che si pone l’essere umano, ma nella nostra epoca di misinformazione fa fatica a trovare le risposte. Purtroppo siamo in una epoca di Fake News e lo vediamo bene dalle campagne elettorali, ovunque completamente falsate.

Tecnologia e narrativa

Dobbiamo quindi trovare soluzioni a questo trend di parole ed immagini create e non vere. Oggi esistono ingegneri che sono pagatissimi perché sanno formulare bene le domande (per assumere personale o per colloquiare con le macchine). Infatti per sollecitare ChatGpt è necessario saper fare bene le domande (ars interrogandi). Ma fatta la domanda occorre anche comprendere la risposta, perché sono importanti entrambe, per chi le fa e per chi le riceve.
In un mondo che cambia – hanno continuato i due relatori – bisogna saper relazionarsi con la sfida tecnologica. E Calvino ci insegna dimezzando il Visconte verticalmente in due parti, una buona ed una cattiva, che bisogna riuscire a rincollare entrambe insieme per poter rappresentare l’unica realtà.
Amazzonia e Singapore – hanno aggiunto – sono esempi indicativi delle due parti della società. Da una parte lo sciamano che tratta la cosmologia con il suo panteismo naturale, dall’altra la digitalizzazione di un mondo in cui tutto è ormai sotto controllo umano-cibernetico.
Quali sono i tre talismani del cosiddetto Metodo Calvino – si sono posti i due autori -. 1) Il telescopio o cannocchiale, metafora dell’innovazione per trovare, anche da lontano, la strada più breve. 2) L’errore che serve sempre per fare esperienze e per imparare qualcosa di nuovo (Dante solo in esilio scrive la Commedia). 3) Le emozioni. Anche se il cervello come un albero può perdere dei rami di sapere, gli rimane sempre la capacità di vivere le emozioni, finché non cessa di vivere.
Ultimo concetto fondamentale – per gli autori de Il Visconte cibernetico – è la nostra abilità, al di là dell’imparare mai abbastanza, quella del disimparare, propugnato già da Calvino, ma oggi sempre più fondamentale. E poi dopo domande e risposte, anche se troppe ed anche confuse, trovare, anche a fatica, le soluzioni, sempre!

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