Yannick

di Martina Cossia Castiglioni

Sul palco di una sala teatrale di Parigi tre attori (due uomini e una donna) stanno recitando in una commedia, Il cornuto. All’improvviso uno spettatore si alza e protesta contro la mediocrità della pièce. È Yannick (Raphael Quenard), un guardiano notturno venuto allo spettacolo per svagarsi e dimenticare i suoi problemi, che ora si sta annoiando. Quando i teatranti sembrano aver ripreso il controllo della situazione, Yannick tira fuori una pistola e minaccia di tenere in ostaggio tutti coloro che si trovano nella sala. Scriverà lui una nuova commedia e obbligherà gli attori a rappresentarla.    
Presentato al Festival di Locarno 2023 (dove ha ricevuto il premio Europa Cinemas Label), due candidature ai prossimi César, Yannick è l’undicesimo lungometraggio del regista francese Quentin Dupieux, noto anche come musicista e produttore discografico con il nome di Mister Oizo.
Girato in soli sei giorni in un teatro, Yannick è un «piccolo film» di 67 minuti che si presenta quasi come un divertissement (si sorride e si ride spesso durante la proiezione) ma che propone anche una riflessione sulla natura dell’arte come intrattenimento e sul rapporto tra l’artista e il suo pubblico.

Alcune scene del film

In un continuo ribaltamento di ruoli, cambiano le dinamiche tra i personaggi. Chi è davvero frustrato, Yannick, l’uomo comune deluso dalla commedia, o l’attore di teatro che in cuor suo vorrebbe interpretare qualcosa di meglio? Gli spettatori sono ostaggio del giovane o in fondo la protesta di Yannick è anche la loro? E cos’è veramente un’opera d’arte se la rozza commedia di qualcuno lontano dalla scrittura drammaturgica come Yannick, si rivela alla fine più profonda di quella rappresentata sul palco?
Non mancano i momenti surreali tipici del cinema di Dupieux, benché il regista scelga una messa in scena più sobria e un andamento narrativo più lineare rispetto ad altri suoi film.
Tra gli interpreti spicca Raphael Quenard (che aveva già lavorato con Dupieux in Mandibules), ma anche Blanche Gardin e Pio Marmai sono molto convincenti nei loro ruoli.

Informazioni su Martina Cossia Castiglioni 7 Articoli
MARTINA COSSIA CASTIGLIONI (1964) si è laureata in Lingue alla Statale di Milano. Dal 2001 al 2009 ha tenuto un rubrica dedicata ai libri per Milano Finanza e dal 2011 al 2016 è stata responsabile editoriale per Uroboros Edizioni. Appassionata di cinema, frequenta  i corsi di Longtake e ha iniziato da poco a scrivere di cinema in rete.
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