Quella fine di febbraio 1940

di Nazzareno Tomassini

Più di ottant’anni fa, un altro secolo, un altro mondo…
Eppure fu proprio in quel lontano 27 febbraio 1940 che io venni alla luce, a Roma, in un momento molto particolare non soltanto della storia italiana, ma anche di quella europea e mondiale. Era naturalmente un freddo giorno d’inverno: la temperatura minima di notte era stata di + 2,6° e il giorno si andò appena oltre i 13°; il cielo restò coperto tutto il tempo e ad Ostia il mare era mosso[1].
Ma quel giorno lì in particolare, cosa successe di interessante? Cosa lessero i miei genitori sui giornali dell’epoca?
Beh, se fossi stato un Savoia, già la mia nascita sarebbe stata di per sé un evento importante. Tre giorni prima, il 24 febbraio, era nata la principessina Maria Gabriella, ma fu proprio il 27 che alla reggia di Napoli ci fu una grande festa popolare, che Il Popolo d’Italia[2] descrisse con grande enfasi e dovizia di particolari. Ovviamente in prima pagina, mentre Il Giornale d’Italia riportava anche la notizia “importantissima” che la regina imperatrice (!) aveva inaugurato il Convegno delle lavoratrici del Commercio.
Ancora in prima pagina c’era la notizia che il duce aveva ricevuto Sumner Welles, sottosegretario per gli Affari Esteri degli USA, che il giorno dopo renderà visita anche al papa. Che si dissero i due non è dato sapere (anche perché dalle foto e dal contesto generale si deduce che Welles in realtà parlò soltanto con Ciano), però si può immaginare e cioè che gli americani cercavano di capire quali fossero le reali intenzioni dell’Italia in un conflitto che ormai minacciava di dilagare in tutta Europa.
In una piccola nota in quinta pagina ci si stupiva e si ironizzava sul fatto che un Journal francese non meglio identificato aveva classificato gli stati neutrali in tre categorie, ma non aveva inserito l’Italia in nessuna delle tre. Chi aveva scritto il pezzo aveva però dimenticato che nella prima pagina del giorno 26 si era parlato con grande entusiasmo di un accordo economico tra Italia e Germania. Senza contare che in alcuni articoli più in là si ironizzava e si polemizzava sulla presunta neutralità di Svezia e Norvegia. La convinzione che l’Italia fosse un paese veramente neutrale veniva comunque confermata da un articolo sulla politica balcanica, che veniva descritta come “influenzata da Roma, tutelatrice della propria non belligeranza e “auspicatrice” di un ordine nuovo basato sulla giustizia
Da Il Giornale d’Italia si apprende anche che un altro giornale francese, Le Temps, ha accusato il succitato accordo italo-tedesco di “intima collaborazione morale e culturale per diffondere idee razziste”. Il direttore Virginio Gayda risponde con malcelato fervore patriottico, affermando che il nostro paese non ha bisogno di pressioni esterne in tal senso, perché l’idea di italianità esiste da cinquant’anni; in parole povere, non ci importa niente della razza ariana, noi difendiamo la “pura razza italiana”…
In tema di visite c’è da segnalare ancora che il nostro Ministro dell’Africa Italiana (il generale Teruzzi) si è recato ad Addis Abeba ed è stato ben accolto,  mentre il vicerè  ha visitato a Gamma la Mostra dell’Autarchia. Tutto bene anche sull’altra sponda dell’Adriatico, dove si segnala un gran Fervore d’opere in Albania.

La guerra è lontana ma è pur sempre scoppiata e dovrebbe far paura… I tedeschi hanno già invaso e sottomesso la Polonia, eppure i nostri giornali danno l’impressione di voler minimizzare: su Il Popolo d’Italia, ad esempio, c’è soltanto un piccolo trafiletto dal titolo Enormi perdite cinesi a gennaio per dirci che i Giapponesi non scherzano.
Molto maggiore, evidentemente, è lo spazio dedicato all’invasione della Finlandia da parte dei Sovietici (si combatte alle porte di Vijpuri mentre Koivisto è stata evacuata) e certamente, a prescindere dalle simpatie politiche, è difficile non commuoversi di fronte all’eroica quanto inutile difesa di quel piccolo popolo nordico, che tuttavia ci pare molto lontano. Per contro, il quotidiano annuncia con malcelata soddisfazione che ci sono state Incursioni su Parigi di due aerei tedeschi, che Un proiettile antiaereo è caduto in piena Parigi ed ha fatto un morto e cinque feriti e che Due navi inglesi sono colate a picco.
Il Giornale d’Italia, peraltro, sembra voler dare più risalto alle dispute politiche che agli eventi bellici, segnalando che è ancora forte l’eco del discorso che Hitler ha fatto qualche giorno prima e nel quale ha affermato che “questa guerra ha un profondo significato, in quanto intende eliminare la fatale tensione dovuta al fatto che viene negato lo spazio vitale necessario ai popoli veramente grandi e fecondi”.
Chamberlain ha ribattuto che “al delirio mistico e agli incantesimi del Fuhrer bisogna rispondere con la più equilibrata decisione e con la forza più rapida”, ma tale risposta viene giudicata meramente propagandistica.

Il Giornale d’Italia riporta tuttavia anche un commento de Le Figaro, che, molto arditamente, avrebbe affermato che “il nazionalsocialismo sarebbe superato e la Germania è entrata in pieno nazionalcomunismo”…

Il pezzo forte della giornata è tuttavia l’editoriale di Virginio Gayda, che farebbe gongolare gli odierni leghisti. Si intitola Difesa dei bianchi e si conclude significativamente così: “Si pone per tutti i popoli bianchi dei due mondi un problema comune di conservazione razziale per la difesa della loro stessa vita e della loro potenza. Ma il problema diviene più sensibile per l’Europa. L’Europa è il centro di origine della civiltà bianca contemporanea. Serrata tra gli immensi continenti giallo e nero, premuta dal gigantesco dominio del continente americano, l’Europa sul suo territorio angusto e saturo ha oggi ragione di sentirsi minacciata nelle sue essenze nazionali e nella sua comune civiltà. Più che per gli altri continenti bianchi, deve dunque porsi il problema del suo divenire”. Ma come spiega Gayda il fatto che nel frattempo le componenti bianche della bianca Europa se le stanno dando di santa ragione?
Per tornare agli eventi bellici, alla fine di febbraio le forze di terra stanno combattendo al momento soltanto nel lontano nord-est. A sud-ovest invece è l’andar per mare che è diventato molto pericoloso e non solo per le navi da guerra, anzi… Dall’inizio del conflitto fino al 20 febbraio si calcola infatti che siano stati affondati da parte dei sottomarini tedeschi 14 bastimenti francesi, 157 inglesi e 141 di paesi neutrali! Tuttavia i nostri giornali si soffermano in particolare sull’unico caso in cui le parti si sono rovesciate: il danneggiamento (e comunque non l’affondamento) del piroscafo tedesco
Altmark, attaccato dagli inglesi lungo le coste norvegesi.
La contrapposizione di notizie a scopo propagandistico non riguarda tuttavia soltanto la guerra. Si legge ad esempio che Sette irlandesi arrestati fanno lo sciopero della fame, ma confermano anche che gli inglesi sono malvagi. A Milano invece sono stati amnistiati cinquanta detenuti, perché noi italiani siamo invece “brava gente”.

Per quanto riguarda gli Italiani, c’è comunque una buona notizia: i paioli di rame per cucina saranno esclusi da eventuali requisizioni. E sono state già predisposte le assegnazioni di caffè: a marzo per Milano sono già pronti 690 kg. E’ cominciato il razionamento dei consumi, ma la gente non l’ha ancora capito bene. Un articolo ante litteram, ecologico senza saperlo, invita a non gettare via nulla! Per esempio, da un impermeabile si può ricavare un grembiule. Ecologica anche la notizia che l’energia elettrica per l’isola di Ischia prodotta con la trasformazione delle forze endogene sarà superiore al fabbisogno dell’isola. Ma intanto c’è da registrare un’azione del Prefetto di Milano contro speculatori ed accaparratori.

Anche in Francia comunque non scherzano: Gli studenti di Parigi fanno la raccolta dei rottami metallici, mentre i signori Ferdonnet e Obrecht sono stati dichiarati traditori in quanto dicitori alla radio tedesca.
Però la vita continua, non c’è da preoccuparsi…
Per quanto riguarda Roma, il giornale assicura che si stanno predisponendo gli accessi all’Urbe in previsione dell’E42 (la famosa Esposizione Universale che si sarebbe dovuta tenere nel 1942 sui terreni di quello che oggi è chiamato EUR e che gli eventi bellici cancelleranno in fretta), mentre è ritenuta prossima la demolizione del vecchio mattatoio al Testaccio. Si è aperta intanto ai Mercati Traianei la Mostra dei Prelittorali.
Alla Scala di Milano c’è la prima del Principe Igor di Borodin.
Al Supercinema di Roma c’è invece la prima di Una Lampada alla finestra, con Ruggero Ruggeri, un film che segna uno sforzo lodevole di uscire da certi vieti schemi a cui troppo volentieri si adatta la nostra cinematografia.
è uscito il III volume della Vita di Mussolini di un certo Ivon de Begnac.
Cento corridori si sono iscritti al prossimo 23° Giro d’Italia, che toccherà anche Napoli (c’è anche il ventenne Coppi, che poi lo vincerà sorprendendo tutti).
Il Bologna è in testa alla classifica del campionato di calcio, mentre la Lazio è quarta; la Roma invece ha perso con l’Ambrosiana 2 a 1 ed è scesa all’undicesima posizione.
Infine, un certo Proletario Ruggeri di Brindisi ha chiesto di cambiare nome e di chiamarsi Italo Mario (come lo capisco!).
Dagli Usa arrivano le notizie più stravaganti, ma che servono a rinforzare l’immagine di una plutocrazia poco raccomandabile.
Norma Shaerer vuole divorziare da Giorgio Raft e chiede dieci milioni di lire, oltre al 20% dei futuri guadagni dell’attore. Ma questo è niente: Gloria Vanderbilt ha solo tre anni, ma già possiede 100 milioni di lire! Il Giornale d’Italia segnala tuttavia con grande soddisfazione che si è finalmente disciolta La Lega per la Pace e la Democrazia degli ultimi comunisti USA e che sono finiti in galera i reclutatori della Brigata Lincoln, quella degli americani che avevano voluto partecipare alla guerra civile spagnola dalla parte sbagliata. Del resto, La Tribuna presenta un servizio dalla Spagna in occasione della ricostruzione di Teruel nel secondo annuale della battaglia che liberò la città dalle “orde dei rossi”.

Da notare che tutti i termini ed i nomi stranieri sono italianizzati, per cui non solo Raft è Giorgio, ma anche Peck è Gregorio. Naturalmente si dorme in albergo e non all’hotel; chi ce l’ha, lascia l’automobile nell’autorimessa e non in garage; dove non c’è alternativa ci si arrangia e così viene annunciato che al Teatro del Circo Massimo a Roma debutterà la “subretta” Elsa Carmi.
La cronaca nera è relegata il più possibile in fondo ai giornali o nelle pagine locali. Alcune notizie riguardano fatti che saranno piuttosto comuni soltanto a partire dagli anni sessanta, come la morte di uno sciatore quindicenne, travolto da una slavina al Terminillo, o la morte di un quarantaquattrenne travolto da un auto sulla Tuscolana a Roma. Anche il maltempo sembra quello di oggi: in Belgio il fiume Nèthe rompe le dighe ed inonda vaste zone, mentre in Turchia si racconta di case che crollano e villaggi sommersi.
Altre notizie sembrano invece appartenere ad un mondo arcaico ancora non del tutto scomparso, come quella di un caprone che nelle campagne di Aversa “assalisce un ragazzo per gelosia” o quella proveniente dal Montenegro, dove “quattro contrabbandieri di tabacco sono stati divorati dai lupi”.
Parimenti arcaica la notizia che un settantaquattrenne di Miglionico, in provincia di Matera, ha sposato una diciannovenne per avere eredi, lasciando di stucco il resto del parentado in paziente attesa della sua morte…
E la pubblicità? Ancora pochissima, ma c’è già la Pasticca del re Sole contro la tosse. Contro i dolori muscolari va bene invece il Linimento Sloan. E si affaccia la prima rivoluzionaria novità tecnologica: anche dalla vostra casa il telefono ad una lira al giorno!


Però l’annuncio di maggiori dimensioni, quasi mezza pagina su Il Popolo d’Italia, affronta questioni ben più serie ed invita i lettori ad impegnarsi dicendo: Per le maggiori fortune della Patria, sottoscrivete i buoni novennali!

Tanti auguri…

N. Tomassini – 27/02/2020


[1]   Proprio alla fine di febbraio l’ISTAT aveva calcolato che erano circa una ventina le città italiane che superavano la soglia dei 100 mila abitanti e solo due andavano oltre il milione: Roma, con 1.327.118 abitanti (ma io non sono ancora compreso e nemmeno la principessina Gabriella), e Milano, con 1.224.757. Seguivano Napoli (928.953), Torino (701.558) e Genova (661.960). All’ultimo posto del gruppo delle “grandi città” c’era con 105.502 Apuania (Massa Carrara).

[2]    Quotidiano fondato da Benito Mussolini e diretto da Vito Mussolini. Era ovviamente il massimo organo di stampa del regime e si presentava sempre con una prima pagina fatta di lunghi e dettagliati articoli, non firmati, relativi ad eventi in cui il duce in prima persona o il partito fascista (e qualche volte anche la monarchia) erano direttamente coinvolti. Si trattava in genere di cerimonie di premiazione, commemorazioni (come quella dell’eroico mutilato Paulucci de’ Calboli), discorsi elogiativi, eventi mondani e così via. I fatti veri e propri erano tutti sintetizzati in seconda pagina. Se si cercavano servizi di impronta culturale era preferibile sfogliare Il Giornale d’Italia diretto da Virginio Gayda o La Tribuna diretto da Umberto Guglielmotti.

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