Il mio posto è qui

di Martina Cossia Castiglioni

Alla fine della Seconda guerra mondiale, in un paesino della Calabria, Marta incontra Lorenzo. Lei è una ragazza madre (il padre del suo bambino è morto in guerra), lui è l’assistente del parroco, ed è omosessuale. Quando un contadino, rimasto vedovo con due figlie, chiede la mano di Marta, lei accetta di sposarlo cedendo alle pressioni della propria famiglia. La ragazza vince i suoi iniziali pregiudizi verso Lorenzo, e si affida a lui per l’organizzazione del matrimonio. Tra i due nasce una profonda amicizia e spinta dall’uomo, Marta comincia a frequentare di nascosto un corso di dattilografia in un altro paese e a desiderare per se stessa un futuro diverso.
Tratto dall’omonimo romanzo di Daniela Porto, co-regista e co-sceneggiatrice della pellicola insieme al marito Christian Bertone, Il mio posto è qui è stato presentato in anteprima assoluta al Bari International Film Festival nel marzo 2023, dove ha vinto il premio alla miglior regia e per la miglior attrice.

Girato in Calabria (gli interni invece in Puglia), recitato in dialetto calabrese per dare sapore di realismo alla narrazione (niente paura, ci sono i sottotitoli), il film racconta la storia di un riscatto al femminile (e non solo): un’emancipazione che passa attraverso il desiderio di lavorare, in una società dove la donna è ancora relegata al ruolo di moglie e madre. E dove talvolta sono le donne stesse a perpetuare questo modello di sottomissione, come la madre di Marta, che non riesce a concepire per la figlia una vita differente. La pellicola parla anche di pregiudizi, e dell’ipocrisia di una comunità nella quale spesso chi denigra Lorenzo perché omosessuale, di notte cerca compagnie maschili.

C’è in tutto il film una grande cura dei particolari: nella ricostruzione degli ambienti, di un mondo rurale caratterizzato da un’estrema povertà, nei costumi. Molte scene sono notturne, o in penombra, anche per restituire l’idea di un’epoca nella quale in molte case non c’era ancora l’elettricità, e l’illuminazione era quella delle lampade a olio.  

«Abbiamo portato la macchina da presa, per lo più a mano, all’interno della storia e vicino ai personaggi» affermano i due registi «per fare in modo che lo spettatore si immergesse in questa realtà cruda». A mano a mano che il film procede, lo spettatore empatizza sempre più con i due protagonisti. Merito anche dell’interpretazione di Ludovica Martino (nel ruolo di Marta) e di Marco Leonardi (Lorenzo), che danno vita a due personaggi credibili, mai stereotipati. 

Informazioni su Martina Cossia Castiglioni 13 Articoli
MARTINA COSSIA CASTIGLIONI (1964) si è laureata in Lingue alla Statale di Milano. Dal 2001 al 2009 ha tenuto un rubrica dedicata ai libri per Milano Finanza e dal 2011 al 2016 è stata responsabile editoriale per Uroboros Edizioni. Appassionata di cinema, frequenta  i corsi di Longtake e ha iniziato da poco a scrivere di cinema in rete.
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