di Giulia Pugliese
Christopher Nolan ha una mastodontica ambizione che gli permette di creare e di costruire, anche con grande logica, scenari immaginari che però parlano di noi e dell’uomo di oggi. Tenet rimane tra i suoi film più ambiziosi e meno capiti: tra chi lo giudica senza senso, chi pretenzioso e spocchioso, chi crede che sia un ossimoro, un cinema mainstream d’autore e chi trova ostico un film d’azione che mescola i principi della fisica a una spy story. La grande forza di Tenet, che nasce durante un periodo buio del cinema, l’immediato post-Covid, è mescolare l’alto e il basso. Nolan, come uno scienziato pazzo e geniale, prende James Bond e gli regala mistero, un mistero che viene dal futuro e che ha echi sci-fi, ma anche dalla fisica e dalla scienza, dando nuovo spessore al cinema d’azione. Non è assolutamente un caso che Tenet inizi con una platea di spettatori dormienti, più probabilmente morti, allegoria di sale cinematografiche vuote, quasi un riferimento, sicuramente involontario, ma chissà, alla prima scena di Holy Motors di Leos Carax. Chi meglio di Christopher Nolan può risvegliarli? Il regista, infatti, vuole il suo pubblico sveglio per seguire una trama complessa, non solo per le teorie scientifiche che tira in ballo, ma anche per l’incastro temporale che da sempre ossessiona il regista.
Prima dei personaggi crepuscolari, Oppenheimer e Odisseo, Nolan mette in scena un uomo dedito al dovere, un uomo senza nome. Come spesso avviene nei suoi film, il personaggio di Robert Pattinson, Neil, gli chiede: «Prenderesti mai in ostaggio una donna o un bambino, se fosse per dovere?» e lui con forza gli risponde di no. Il nostro Protagonista, che ha il volto di John David Washington, così si soprannomina, non vuole solo fare la cosa giusta, ma vuole farla bene, senza che nessuno ne rimetta, tanto che per la sua idea di giustizia dovrà andare oltre il tempo come lo calcoliamo. Non è un desiderio comune viaggiare nel tempo e cercare di rimediare a qualche stortura?
Il nostro Protagonista è sicuramente tutto d’un pezzo, ma come ogni grande protagonista, quello di Tenet è a tratti monodimensionale e il fatto che non abbia una storia personale non lo aiuta, ha bisogno di un grande cattivo. Andrei Sator è sicuramente il Personaggio del film, l’uomo che viene da una città chiusa e che non è mai esistita sulle cartine, l’uomo che viene dalla Russia delle radiazioni, l’oligarca fattosi dal nulla, l’eletto perché si trova nel posto giusto, ma è un uomo ingiusto, che con l’ambizione dell’ultimo si è fatto strada nei ranghi della società capitalista, materialista e criminale. La sua ambizione e la sua sete di controllo non gli impediscono di distruggere, se non otterrà quello che vuole, vale per tutto. «Se non sarai mia non sarai di nessuno», dice alla moglie Katherine, inglese di retaggio nobile, suo vero lasciapassare per la società della noblesse europea. È un elemento seduttivo, anche per il nostro Protagonista, persino un Bond del futuro ha bisogno di cadere in trappola della bellezza femminile. Andrei Sator arriva prima del conflitto militare tra Russia e Ucraina, ma dopo che la miccia diplomatica era già esplosa. Non è un personaggio profetico e neppure nuovo, però richiama fortemente Vladimir Putin, l’uomo che più di tutti sa cosa significa trovarsi al momento giusto e nel posto giusto. Tenet è il primo film a parlare di guerra fredda, non di allora, ma della guerra fredda attuale. Il mondo non è mai andato avanti, le due sfere ormai sono America e Cina che però è sostenuta dalla Russia. Nel film suona incredibilmente attuale, anche oggi. Una guerra fredda basata sulla tecnologia, un’interdipendenza economica globale, uno scontro che riguarda democrazia e regimi autoritari.


Ma non si può parlare di Tenet senza parlare del grande impianto di teorie scientifiche. La scienza è sempre così importante nel cinema di Nolan, gli concede un’aura di credibilità e il regista, con le sue opere, è quasi un divulgatore scientifico. Christopher Nolan gioca con le teorie della fisica, dimostrando che tutto può essere spiegato a uno spettatore attento. L’inversione dell’entropia, unita alla freccia del tempo, è la base scientifica che permette ai personaggi di Tenet di muoversi all’indietro nel tempo. Infatti, l’inversione dell’entropia ci dice che l’universo diventerà sempre più disordinato; la freccia del tempo, invece, spiega perché tutti gli elementi vanno in una determinata direzione temporale. Ma una terza teoria, di due fisici, Feynman e Wheeler (uno dei personaggi porta questo nome), sostiene che non è detto che tutte le particelle debbano seguire la medesima freccia del tempo. Secondo questa teoria elettroni e positroni sono la medesima particella che va in un diverso ordine temporale; se s’incontrano si annichiliscono. Lo stesso succede se una persona invertita incontra se stessa nel passato: i due universi temporali non si possono scontrare e qui arriva il paradosso del nonno. La base scientifica di Tenet è complicata e, anche se ben argomentata da teorie scientifiche reali, è improbabile; tuttavia il film non preclude ai neofiti della fisica di seguirlo. La bellezza di Tenet si ritrova anche semplicemente nel cinema magico di Nolan e nelle sue immagini, infatti l’opera, indipendentemente dalle teorie che la accompagnano, è in tutto e per tutto un action movie, ben costruito, pieno di scene da cardiopalma e veramente molto godibile. Tenet è puro intrattenimento.
Tenet è un film che viene dal futuro e che ci parla di questo, ma è un’opera ampiamente radicata nel presente di allora, con personaggi a cui è impedito di muoversi liberamente, maschere d’ossigeno per sopravvivere e un’umanità che cerca di distruggersi. Nell’opera ci sono continui e velati riferimenti al periodo del Covid; per sopravvivere l’umanità dovrà combattere con la propria natura d’annientamento. In quel periodo si era parlato di cambiamenti importanti per l’umanità, di guardare alla sopravvivenza della Terra e della specie. In fondo Tenet parla anche di questo: l’uomo del passato che deve bloccare l’umanità del futuro, troppo presa dalle scoperte scientifiche per accorgersi che queste la stanno portando all’estinzione. Tenet è un grande film di scienza, ma paradossalmente ci dice che lo sviluppo scientifico non può non andare di pari passo con una questione etica, anticipando il macro-tema di Oppenheimer.
Tenet non ha salvato il cinema, che ha continuato a essere in crisi per anni e ancora lo è in parte. Ora Christopher Nolan si prende la sua rivincita con il suo cinema ambizioso, che pretende un dialogo con lo spettatore. L’Odissea sarà l’opera che salverà il cinema?
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