In partenza per la stazione orbitante di Ichnusa

di Tano Pirrone

A volte arrivano in Redazione articoli che nulla hanno a che fare con il cinema e che, quindi, a rigor di logica, non adrebbero pubblicati. D’altra parte è anche vero che a prima vista le cose sembrano in un modo e dopo un po’ possono essere viste in modo diverso. E così è successo per questo articolo: li per lì ho detto “non va bene non si può pubblicare”, ma poi dopo ho pensato: “potrebbe essere il soggetto di un corto o di un filme così eccolo qua!

la Redazione

18 agosto 2042. Sono passati un bel po’ d’anni da quel terribile 2020. Tempi merda quell’anno e gli altri subito dopo. Alla Pandemia 1 seguì la catastrofe finanziaria, che buttò sul lastrico milioni di famiglie. E poi la Pandemia 2 finì di ripulire ospizi e case famiglie. La Lombardia fu annessa alla Germania e la Sicilia si dichiarò indipendente costituendo con Malta il nuovo stato Medisland, con un’economia trainante nel settore manifatturiero, agricolo, turistico e dell’innovazione tecnologica (nanotecnologie…). Nell’arco di qualche anno furono chiusi tutti i cinema e l’abbonamento ai grandi canali di informazione e intrattenimento si stipulavano alla nascita, obbligatoriamente: nome, cognome e abbonamento!

I miei ricordi di allora sono appannati, e se non ci fossero i miei appunti e qualche articolo scritto per un sito internet che si chiamava Lonzaracconta, non potrei scrivere nulla oggi. Che poi scrivere è una parola grossa: non si scrive più, ormai da qualche anno, basta dettare al computer ed un programma che ha cambiato il modo di comunicare scrive quello che viene detto. Il programma si tara sulla voce dell’utilizzatore ed è in grado di adattarsi al suo stile.

Ho un’età che mai e poi mai avrei pensato di raggiungere, e non capisco bene come ho fatto ad arrivarci. Dietro le spalle ho lasciato parenti, amici, conoscenti, personaggi famosi. A me sembra strano, ma ormai è una normalità che si arrivi ai cento anni, che è quella che chiamavano “attesa di vita”, ma francamente non mi aspettavo tanto, anzi, quand’ero bambino e pensavo al 2000 lo consideravo un obbiettivo irraggiungibile.

Ora sto parlando ed il computer fa quello per cui è stato inventato e costruito; computer… mi ostino a chiamare ancora così il marchingegno “immateriale”, l’Olo… coso!, che scrive, aggiusta, modifica le frasi, fa le concordanze, tenendo conto come dicevo del mio modo di scrivere e di parlare, memorizzato in origine e in continua modificazione.

Modello in 3D di una stazione spaziale orbitante; Il primo Hotel spaziale in programma per il 2027

Quell’anno fu terribile: da febbraio ad aprile la gente si chiuse dentro casa, vennero bloccate tutte le attività che non fossero ritenute assolutamente necessarie. Poi tra maggio e giugno ritornò un’apparente normalità e la gente dimenticò presto le regole e le paure; crebbe come un’euforia per il ritorno alla vita caotica di prima, baci e abbracci e apericena! In autunno – era iniziata da poco la campagna di vaccinazione antinfluenzale – il virus attaccò ancora più spietato e i mesi della Pandemia 1 ci parvero come un raffreddore di stagione a confronto di un brutto cancro. In Europa si contarono oltre tre milioni di morti, quasi tutti concentrati fra Inghilterra, Olanda, Germania ed Ucraina. Negli Stati Uniti (quelli che ora si chiamano Nuova Cina), i morti furono più di cinque milioni, solo quelli da virus; a questi bisognerebbe aggiungerne quasi altrettanti: quelli da arma da fuoco durante le incessanti guerre civili scoppiate. La quantità di armi a disposizione rese tutto facile. Chiunque era un nemico, un bersaglio su cui sparare. L’Africa ormai cinesizzata è diventata il grande serbatoio di energia solare per tutto il mondo, e sotto i milioni di pannelli solari trasparenti, quasi invisibili, crescono ortaggi, frutta, mangimi che sfamano più di mezzo mondo. La carne ha lasciato il posto ai prodotti della terra e i casi di cancro sono ormai pochi, controllabili e terminano al 99,8% con una guarigione. Gli Imperi su cui s’era fondata la politica e l’economia nel secolo a cavallo dell’anno 2000 si sono praticamente dissolti, ma la Cina si è dissolta un po’ meno, forte di una carica politico ideologica capace di modificarsi al cambiamento dello scenario globale. La Russia, immenso territorio ai margini del mondo, lì è rimasta, incapace di trasformare le oligarchie in classi egemoni produttive e trainanti. I piccoli focolai di guerra che andava accendendo hanno finito per minare la residuale credibilità.

La tecnologia nel campo sanitario e delle comunicazioni ha avuto, a partire dalla Pandemia 1 (e come sua conseguenza) un impulso sbalorditivo: la prevenzione, le vaccinazioni, la formazione sin da piccoli a comportamenti rispettosi delle regole sanitarie e delle norme igieniche e comportamentali corrette hanno cambiato positivamente le società, riducendo al massimo le differenze fra Nord e Sud del mondo, spesso ribaltando lo status quo ante.

Gli investimenti fatti in quei settori hanno portato a grandi risparmi che sono stati indirizzati proficuamente nei settori più trascurati nell’ultimo secolo: l’ambiente, l’urbanizzazione sfrenata e suicida, il rispetto assoluto per le specie animali… Nel giro di un decennio il mondo cambiò velocemente… e nel corso del secondo il nuovo corso si è messo a punto e stabilizzato.

Questo è un veloce sguardo d’insieme per raccontarvi com’è oggi in cui io scrivo questo ricordo. Sono vicino a compiere il secolo di vita: ho un ologramma nuovo di zecca ed un nipote di vent’anni, che comanda la stazione orbitante Lazio1900. Fra dieci anni andrà in pensione; io lo sono da 35 e mi pare ancora ieri che lavoravo.

Quest’anno si vota pure, ma io in quel periodo sarò sulla stazione orbitante Ichnusa dove si allevano capre, buoi, pecore, asini e tanti altri animali domestici, usciti finalmente fuori dal menu di tutti i popoli; le NeoproteineKJB sono più che sufficienti a fornire le sostanze che prima solo la carne e il pesce si credeva potessero fornire. Gli animali sono nostri “soci” e vivono nel contesto urbano senza problemi, salvo le solite bande di cinghialoni romanisti, ma quelli, si sa, non c’è potenza umana che li migliori.

Informazioni su Tano Pirrone 68 Articoli
Sono nato in provincia di Siracusa, a Francofonte, l’antichissima Hydria dei coloni greci, quaranta giorni prima che le forze alleate sbarcassero a Licata. Era il 14 maggio 1943. Ho frequentato il liceo classico, ma non gli studi per giornalista, cui ambivo. Negli anni ’70 ho vissuto due lustri a Palermo, dove ho lavorato in fabbrica, come impiegato amministrativo- commerciale. Nel 1981 mi sono trasferito a Roma per amore di Paola, oggi mia moglie. Sono stato funzionario commerciale e Project Manager nel Gruppo Marazzi. Infine consulente d’azienda per Organizzazione Aziendale e Sistemi Qualità. Curo le piante della mia terrazza, vedo gente, guardo film e serie tv, vado a cinema e a teatro, seguo qualche mostra; leggo, divagando e raccogliendo fior da fiore, e scrivo di cinema, libri e teatro per Odeonblog; di altre cose per me stesso. Ho pubblicato anche su Ponza Racconta, Lo Strillo, RedazioneCulturaNews ed altri siti di cinema e teatro. Ho due figli, Francesco e Andrea, ed avevo un cane, Bam, che sta sempre con me dovunque io vada. Sono faticosamente di sinistra; sono stato incendiario ed ora dovrei essere ragionevolmente pompiere.
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