The son Venezia 79

di Letizia Piredda

Nella crescita emotiva all’interno della famiglia che spesso occupa lunghi spazi intergenerazionali, ci sono fasi intermedie in cui un genitore si pone il problema del suo ruolo, ma non dispone ancora di strumenti consoni per declinare l’affetto per il figlio con una modalità adulta.

Qui vediamo un padre che, a differenza della generazione precedente, cerca di coniugare l’affermazione personale sul lavoro con i problemi del primo figlio. Separato dalla moglie, ha iniziato una relazione con una donna più giovane, da cui ha avuto un secondo figlio.

Ma l’emergenza di problemi seri del figlio adolescente provoca un forte squilibrio a tutti i livelli: non vuole più stare con la madre, anche perché il rapporto ha raggiunto un livello di forte tensione, vuole stare con il padre da cui spera di avere un’attenzione e una protezione che la madre forse non è stata in grado di dargli, e con il fratellino più piccolo. Man mano emergono dei segnali allarmanti: Nicholas non va più a scuola da un mese, ha le braccia piene di ferite e dorme con un coltello sotto il cuscino. Segnali che però non sono sufficienti ad allertare il padre che reagisce con modalità vecchie, autoritarie, come regole di disciplina“non si fa” e una modalità razionale che scivola, lasciando inalterati, i gravi problemi depressivi del ragazzo.

Alcune immagini del film

Per di più le problematiche genitoriali vanno a sommarsi a quelle della separazione creando un corto circuito che riduce sempre di più le possibilità di elaborazione da parte dei genitori.
La madre un po’ intuisce la gravità della situazione, ma tra il mondo del padre e quello di Nicholas c’è una distanza psicologica che impedisce al padre di cogliere il grave disagio psicologico del figlio, anche perché la depressione è una condizione mentale non visibile dagli altri. La situazione degenera fino al ricovero urgente in ospedale dove Nicholas viene aiutato da una equipe di psichiatri che consigliano di prolungare la degenza. Al momento della scelta decisiva, che i genitori devono prendere davanti ai medici e a Nicholas, a prevalere sono i sensi di colpa, e il bisogno miope di corrispondere alla prova d’amore richiesta dal figlio.

La pellicola è l’adattamento cinematografico dell’opera teatrale del 2018 Le Fils, scritta dallo stesso Zeller; la scrittura accuratissima apre la possibilità a scenari di lettura sempre più profondi, con uno stile classico asciutto capace di mantenere un livello di tensione sostenuta fino all’ultimo, grazie anche alle  interpretazioni  rimarchevoli degli attori.

The son,2022 di Florian Zeller Venezia 79 In Concorso

Informazioni su Letizia Piredda 142 Articoli
Letizia Piredda ha studiato e vive a Roma, dove si è laureata in Filosofia. Da diversi anni frequenta corsi monografici di analisi di film e corsi di critica cinematografica. In parallelo ha iniziato a scrivere di cinema su Blog amatoriali.
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