La terra della discordia: As bestas, di Rodrigo Sorogoyen

As bestas (La terra della discordia) di Rodrigo Sorogoyen, con una sceneggiatura molto originale di Isabel Pena, ha saputo descrivere realtà scomode che si stanno rivelando in questo momento di cambiamenti epocali.
Tutti sanno che cosa vuol dire globalizzazione, sviluppo tecnologico, interdipendenza di economie, manovre finanziarie, surriscaldamento, desertificazione, carenza di energie o materie prime, blocchi contrapposti, Unione Europea, esodi, migrazioni, etc., ma ancora non si è presa coscienza sulle ricadute di questi mutamenti universali sui microcosmi e sulle psicologie umane (nazioni, regioni, piccoli paesi, borghi, tradizioni, esistenze).
E si parla anche tanto del nazionalismo, del populismo etnico, delle ideologie di supremazia tra stati ed individui, tra razze, tra ceti sociali, tra generazioni, con la polarizzazione delle opinioni, il desiderio di omogeneità (frutto spesso di media sempre più pervasivi).
Sembra che sappiamo tutto sulle macrotrasformazioni della società ma non sappiamo niente delle piccole trasformazioni di mentalità degli abitanti di un microcosmo nascosto chissà dove, ovunque, quale ogni piccolo borgo ormai semideserto.

In alto: Luis Zahera e Diego Anido. In basso a sn: Marie Colomb. As bestas di Rodrigo Sorogoyen

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