Il teorema di Margherita

di Martina Cossia Castiglioni

Margherita è una brillante studentessa dell’Ecole Normale Supérieure, e la matematica è tutta la sua vita. Unica ragazza del suo corso, sta ultimando sotto la guida del professor Werner una tesi sulla congettura di Goldbach, che deve esporre in un seminario. Lucas, un dottorando arrivato da Oxford, trova il punto debole della sua dimostrazione, invalidandone la costruzione. In crisi, abbandonata anche dal suo mentore che le suggerisce di cambiare il soggetto della tesi e di trovare un altro relatore, Margherita lascia il dormitorio con una lettera di dimissioni dal dottorato. Durante una prova per un impiego incontra Noa, una ragazza che sta cercando una coinquilina. In seguito, Margherita trova un lavoro, ma per ripagare la borsa di studio alla quale ha rinunciato lasciando la facoltà comincia a giocare a majhong nelle bische clandestine cinesi, e decide di riprendere il tema della sua tesi.
Presentato al Festival di Cannes 2023, Il teorema di Margherita è il terzo lungometraggio della regista francese Anna Novion, che firma anche la sceneggiatura insieme a Mathieu Robin. Per dare veridicità alla sua storia si è avvalsa della collaborazione di una delle poche matematiche di Francia, Ariane Mézard, professoressa alla Sorbona, che per la realizzazione del film ha lavorato tre o quattro anni sulla congettura di Goldbach (enunciata dal matematico tedesco nel 1742, uno dei più antichi problemi irrisolti della teoria dei numeri). Le formule che compaiono nella pellicola, infatti, sono autentiche.

Attraverso lo sguardo e la passione di Ariane Mèzard per la materia, Anne Novion è riuscita a vedere la matematica come una forma d’arte, vicina alla poesia e all’immaginazione. Le lavagne scorrevoli che Margherita riempie di formule e numeri – segni che finiranno col ricoprire anche le pareti dell’appartamento che divide con Noa – hanno lo stesso fascino dei geroglifici o di alcuni dipinti astratti. Per la regista la creazione matematica è paragonabile alla creazione artistica.
Nel film viene toccato il tema della difficoltà, per una donna, di muoversi in un ambiente prettamente maschile. Lo stesso professor Werner, di fronte al fallimento di Margherita, non esita ad abbandonarla a sé stessa e a preferirle Lucas. Anche il mondo delle bische clandestine di majhong è fatto di soli uomini, che guardano con diffidenza alla ragazza, che riesce a batterli proprio per la sua conoscenza dell’aritmetica.

L’universo dei matematici non è stato spesso rappresentato al cinema, e ancor meno con un’eroina come protagonista, e questo è uno dei meriti della pellicola. Per il resto la narrazione procede su binari abbastanza consueti: la protagonista che si ritrova ad affrontare la vita in un mondo molto diverso dal suo, il riscatto finale, alcuni momenti di leggerezza che strappano un sorriso, la storia d’amore.
Il teorema di Margherita è comunque un film riuscito e godibilissimo, merito anche di un ottimo cast: dalla protagonista Ella Rumpf (attrice svizzera che aveva esordito nel 2016 in Raw di Julia Ducournau) che interpreta con sobrietà il suo personaggio, a Jean-Pierre Darroussin (Werner), volto noto del cinema francese e compagno della regista.
Ella Rumpf ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo ruolo: il Cèsar come miglior promessa femminile, il premio Académie de Lumières di Parigi come migliore rivelazione femminile, e lo Swiss Film Award come miglior attrice.

Informazioni su Martina Cossia Castiglioni 13 Articoli
MARTINA COSSIA CASTIGLIONI (1964) si è laureata in Lingue alla Statale di Milano. Dal 2001 al 2009 ha tenuto un rubrica dedicata ai libri per Milano Finanza e dal 2011 al 2016 è stata responsabile editoriale per Uroboros Edizioni. Appassionata di cinema, frequenta  i corsi di Longtake e ha iniziato da poco a scrivere di cinema in rete.
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